«Piove sempre sul bagnato» lamenta uno sconforato Ermanno Comicioli, sindaco di Villanuova che non riesce più a giustificare una serie continua di eventi naturali che colpiscono così violentemente il suo comune. L’ultimo mercoledì sera con la grandinata che ha procurato parecchi danni. La situazione più grave nella frazione di Prandaglio dove il tetto di una casa è stato scoperchiato, fortunatamente senza procurare vittime. Ma la fila di persone che ieri sono andate in Comune per chiedere come ottenere sovvenzioni per il rimborso dei danni è stata lunga. La maggior parte delel persone lamentava danni ai tetti, ma anche le auto danneggiate sono state innumerevoli, così come i vetri infranti, e per togliere i rami caduti sulle strade sono dovute intervenire le ruspe. Come se non bastasse si è verificato anche uno smottamento nella zona di Valverde, si è scoperchiata la tribuna dello stadio e un centinaio sono stati gli edifici allagati. È stato invece un quarto d’ora di panico a tra le 18.30 e le 18.45 l’altra sera a Preseglie: «La chiesa parrocchiale – spiega il parroco don Fausto Sandrini – è ancora chiusa al culto a causa dei danni provocati dal terremoto. Per questo, nello spazio tra l’oratorio e la parrocchiale, avevamo messo in piedi un altare con 2 tensostrutture in ferro affiancate ognuna da 10 metri per 4, coperte di telo bianco. E lì mercoledì sera stavano circa un centinaio di fedeli che, per le 19, avrebbero assistito alla santa messa celebrata dal vescovo mons. Giulio Sanguineti, in quel momento in arrivo». Ma alle 18.30 è iniziato l’inferno, con tuoni, lampi, grandine e fortissimo vento: «Ad un certo punto – racconta uno dei malcapitati sotto il tendone – l’intera doppia struttura è volata via, andandosi letteralmente a stampare, ad un’altezza di circa 12 metri, sul muro della sacrestia, quasi fosse un manifesto appeso». Immediato l’intervento dei vigili del fuoco volontari di Vestone: «È intervenuto il braccio della gru di un’azienda privata, che ha lentamente riportato a terra la struttura. Ma i 15 minuti precedenti sono stati caratterizzati da un bel fuggi-fuggi. Una donna s’è procurata una botta alla gamba, tante mamme cercavano preoccupate i loro bambini, alcune persone in carrozzella hanno avuto non poche difficoltà. Il vescovo, arrivato pochi minuti dopo, s’è fermato mezzora in preghiera senza più dir messa. A Clibbio di Sabbio Chiese, il maltempo riporta alla luce il rischio di caduta massi: Questa volta un grosso masso, anziché scendere, si è fermato in bilico sull’orlo del baratro. Ma puntava chiaramente di nuovo l’occhio su casa Ghirardi, già duramente colpita lo scorso 24 novembre. Subito sono intervenuti i vigili del fuoco di Salò e Desenzano, che hanno fatto evacuare per una notte i 6 componenti della famiglia Ghirardi, mentre il masso veniva messo in sicurezza. E per finire diverse grosse piante sono cadute sui cavi elettrici causando blackout. Tempesta e danni a colture e abitazioni anche nella Bassa dove i Vigili del fuoco hanno effettuato una ventina di interventi per bonificare cantine e rimuovere alberi e rami dalle strade. A Manerbio, in via Luzzago, poco prima di mezzanotte si è spezzato un pioppo che ha sfiorato alcune persone ferme davanti una pizzeria. Gaia Mombelli


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