Segnalazione dei problemi causati dall’invasione di rospi
Nei giorni scorsi lo aveva annunciato, ma ieri, Roberto Vivaldi, titolare dell’hotel Passo San Giovanni, ha preso carta e penna e ha scritto in Provincia per segnalare i gravi problemi causati all’attività e all’immagine del suo albergo dall’incredibile invasione di rospi che nei giorni scorsi ha interessato la zona del passo.
Una lettera pacata, ma chiara e ferma, quella che l’imprenditore turistico ha inviato alla Pat, all’ufficio Biotopi del Servizio Parchi e Foreste demaniali e, per conoscenza, all’assessore provinciale all’ambiente Iva Berasi e al sindaco di Nago-Torbole, Giuseppe Parolari.
«Cercate in fretta una soluzione – è il succo della missiva – o vi chiamerò a pagare gli ingenti danni che questo fenomeno mi sta causando».
«Da parte vostra – scrive Vivaldi – c’è stata grande disponibilità nella realizzazione delle barriere che impediscono il passaggio degli anfibi. La mia preoccupazione, però, nasce proprio dalla presenza di queste barriere che, pur limitando i danni, rovinano l’estetica del parco dietro l’albergo e limitano gli spazi ai clienti che nei prossimi giorni saranno in Hotel (già potenziali ospiti hanno deciso di non fermarsi, spaventati dall’incredibile presenza di rospi)».
Durata del problema e interventi necessari
Una bella gatta da pelare, insomma, che a detta degli esperti si protrarrà per almeno 10-15 giorni ancora, cioè quando dovrebbe terminare naturalmente la “fuga” degli anfibi dal lago di Loppio.
«Quest’anno – prosegue – l’albergatore – sto ristrutturando l’albergo e creando anche nuove strutture esterne (piscina, parco giochi, ecc.). Purtroppo, in questo periodo, tutto ciò non è possibile. Spero – conclude la lettera – che questa situazione vada avanti ancora pochi giorni e che da parte vostra si arrivi ad una soluzione del problema.
Se questa situazione dovesse perdurare, invece, mi vedrò mio malgrado costretto a chiedervi un risarcimento in sede legale per i gravi disagi arrecati alla mia attività.
Ancora, nei mesi scorsi, si era assistito alla discesa dei rospi adulti dalla montagna che andavano a deporre le uova nel lago, creando non pochi problemi alla circolazione stradale.
Era prevedibile, dunque, che la schiusa delle uova e la migrazione contraria dei rospetti avrebbe creato il caos che in effetti sta creando. Probabilmente, il problema è stato sottovalutato».


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