Grande, grandissima con decine di spaziose stanze piene di mobili antichi e grandi quadri. Villa Caproni è una specie di castello. Una targa, posta in alto sulla facciata dell’edificio che guarda su via Garibaldi, rivela che il suo tetto è stato terminato il 2 maggio del 1602. A farla costruire Giuseppe Caproni, geometra della zona e uomo molto influente. Da sempre proprietà della stessa famiglia, ora la casa è il “rifugio” preferito di Massimo Caproni – quarto degli otto figli di Gianni, pioniere dell’areonautica italiana e fondatore delle officine omonime – che risiede a Vizzola Ticino (Va), ma che appena può vi trascorre qualche giorno. In più di un’occasione, negli anni scorsi, la villa è stata aperta al pubblico e annualmente diventa base per il raduno dello storico “Capriolo”, la motocicletta costruita negli anni ’50 negli stabilimenti Caproni di Arco (i motori) e di Gardolo (telai e carrozzeria). «È una notizia terribile – ha commentato Caproni, che da qualche hanno è costretto su una sedia a rotelle – Le mie condizioni non mi permettono di farlo subito, ma appena potrò salirò ad Arco».


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