Un parco del basso Garda e dei colli morenici? La proposta viene lanciata da un gruppo di ambientalisti dell’alto mantovano e riguarda proprio la grande area che si estende dalle rive del Garda, tra Desenzano e Sirmione, fino alle colline moreniche che fanno da corona a Castiglione, Monzambano, Ponti sul Mincio e Solferino. Uomini e idee si presenteranno al pubblico alle 20.45 di venerdì nella sala consiliare di Sirmione per valutare se siano maturi i tempi per lanciare una campagna referendaria sulla creazione di un parco naturale. I motivi sono evidenti: impedire l’avanzata del cemento nelle zone ancora rimaste miracolosamente intatte. A Sirmione è stata preannunciata la presenza di rappresentanti di una dozzina di associazioni e gruppi ambientalisti dell’intero bacino del Garda, dunque dalla sponda veronese a quella bresciana e dell’anfiteatro morenico. Tra i relatori anche il professore Eugenio Turri, docente di storia del paesaggio al Politecnico di Milano. I promotori affermano che «è necessario in questo momento un comune sforzo perchè i valori del territorio siano riconosciuti e tutelati. Voremmo perciò dare vita ad un comitato che, unendo le risorse e l’impegno di tutti, permetta di realizzare l’obiettivo di promuovere l’iniziativa del parco con la necessaria autorevolezza e rappresentatività». Il lavoro del gruppo sarà quindi di radiografare con precisione il passato e l’esistente, per poi valutare cosa bolle in pentola nei vari Comuni gardesani e dell’entroterra. Quindi, lottizzazioni, superstrade e bretelle, ferrovia ad alta velocità, centri commerciali, darsene portuali o trasformazioni di spiagge e sponde. Il secondo obiettivo è, come si diceva, la creazione di un parco che sappia tutelare il grande e magnifico patrimonio naturalistico e storico che sta dietro alle località del Garda. Un’idea del genere, a dire il vero, era stata ventilata quattro anni fa. Tra Sirmione e San Martino della Battaglia, esattamente nella zona dove sarebbe dovuto sorgere il parco di divertimenti «Fantasyland», era stata individuata dall’allora Azienda regionale delle foreste la sede di un possibile parco naturale. L’idea venne caldeggiata anche da un assessore regionale, ma poi non se ne fece più nulla.
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Venerdì l’incontro con gli esperti nella sala consiliare del Comune. Gli ambientalisti lanciano una campagna referendaria


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