Zanzara coreana (nota anche come Aedes koreicus) è stata al centro di un workshop a Trento tenutosi recentemente, finalizzato a migliorare la conoscenza della specie invasiva, valutare il rischio epidemiologico legato alla possibile trasmissione di patogeni e promuovere lo scambio di dati sul campo e nuove collaborazioni; all’incontro hanno partecipato ricercatori e referenti della Fondazione Mach e del MUSE, con l’obiettivo di coordinare la sorveglianza e definire priorità di ricerca utili alla sanità pubblica nell’ambito della sorveglianza One Health.
La zanzara, di origine asiatica e simile alla zanzara tigre ma più resistente al freddo, è ormai stabilizzata in diverse regioni temperate e in Trentino è presente in svariati comuni, capoluogo incluso, con un picco dell’attività mediamente tra luglio e settembre; la Fondazione Mach e il MUSE monitorano da anni le zanzare aliene nella provincia di Trento, anche in collaborazione con le amministrazioni comunali, la Fondazione supervisiona il tavolo di sorveglianza One Health e conduce esperimenti e analisi per identificare gli ospiti principali e quantificare la risposta della specie ai gradienti di temperatura nel quadro del progetto Europeo MSCA-PF IFTAMED.


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