29 luglio: giornata mondiale della tigre. In 3 mila sull’orlo dell’estinzione

26/07/2015 in Attualità
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Di Redazione

La tigre non ha avver­sari nel­la cac­cia alle prede, eccet­to l’uomo. E in prossim­ità del­la quin­ta Gior­na­ta Mon­di­ale del­la Tigre indet­ta per il 29 luglio, si fa la con­ta dei dan­ni.

Uni­co respon­s­abile del decli­no del­la specie, nell’arco di 100 anni l’uomo ha causato l’estinzione di tre delle nove sot­tospecie di Tigre e ne ha ridot­to il numero dalle 100.000 di allo­ra alle 3.000 del 2014. La con­tin­ua doman­da di pel­li, ossa e altre par­ti del cor­po, insieme alla dis­trut­ti­va sot­trazione dell’habitat fore­stale, han­no con­fi­na­to il leggen­dario feli­no in zone iso­late del Sud e del Sud­est asi­ati­co, del­la Cina e dell’estremo Est del­la Rus­sia. “Avan­ti con questo trend – ricor­da Cesare Avesani Zabor­ra, Diret­tore Sci­en­tifi­co del di Bus­solen­go e Pres­i­dente dell’Unione Ital­iana Zoo e Acquari (UIZA) — le ultime sette sot­tospecie di Tigre anco­ra in natu­ra si estinguer­an­no nei prossi­mi cinque anni e il loro pat­ri­mo­nio geneti­co sarà per­du­to” (dato tigerday.org ndr) .

Il Par­co Natu­ra Viva riven­di­ca il ruo­lo fon­da­men­tale che svol­go­no i parchi zoo­logi­ci d’Europa e del Mon­do per la tutela del­la tigre. “In Europa con­ti­amo più di 500 tigri ospi­tate negli zoo, che ven­gono mon­i­torate costan­te­mente dai pro­gram­mi di con­ser­vazione ex situ (fuori dall’habitat nat­u­rale) per con­trol­larne la ripro­duzione e man­ten­erne la diver­sità genet­i­ca. I nos­tri Amka e Luva, gio­vani tigri dell’Amur di 9 e 3 anni, sono inser­i­ti in un data­base inter­nazionale che pro­fi­la ogni esem­plare e lo asseg­na alla strut­tura che risponde alle con­dizioni migliori non solo in fun­zione del mag­gior suc­ces­so ripro­dut­ti­vo, ma anche delle garanzie di benessere psi­co-fisi­co che offre.”

E men­tre per alcune specie questo proces­so cos­ti­tu­isce l’anticamera del­la rein­tro­duzione in natu­ra, per molte altre come la tigre, non esiste anco­ra un pro­gram­ma di rein­tro­duzione sci­en­tifi­co: “Purtrop­po siamo anco­ra lon­tani dall’eliminare le cause che stan­no provo­can­do l’estinzione del­la tigre, e sarebbe un delit­to all­e­vare esem­plari per poi des­ti­narli alla vita sel­vaggia dove non han­no anco­ra le con­dizioni per soprav­vi­vere”, con­clude Avesani Zabor­ra.

 

AMKA E LUVA, COPPIA INOSSIDABILE: E’ LEI A “PORTARE I PANTALONI

 

Sophie e Amka sono state le star del Par­co Natu­ra Viva fino al 2013, quan­do dalle anal­isi genetiche si sco­prì che Sophie non era una tigre dell’Amur pura, ma ibri­da­ta con altre sot­tospecie. Jo Cook, il coor­di­na­tore del pro­gram­ma Europeo per la tigre dell’Amur, decise allo­ra di spostar­la in un’altra strut­tura insieme ad un altro esem­plare non ripro­dut­ti­vo.

Il pos­to vuo­to las­ci­a­to da Sophie fu occu­pa­to da Luva, gio­vane fem­mi­na di due anni nata allo zoo di Zuri­go. “Dal carat­tere molto più sel­vati­co e meno estro­ver­so di Sophie, Luva fu accetta­ta subito da Amka che non ama­va molto le esuber­anze del­la sua ex com­pagna”, ricor­da Cate­ri­na Spiezio, respon­s­abile Ricer­ca e Con­ser­vazione del Par­co Natu­ra Viva. “Abbi­amo persi­no nota­to che finchè li face­va­mo dormire insieme, lei anda­va pri­ma a spaz­zo­lare il pas­to serale di lui per poi riem­pir­si la pan­cia anche del pro­prio. Lui? Sop­por­ta­va in silen­zio!”

Fu deciso allo­ra di togliere dall’imbarazzo Amka e sep­a­rar­li per la notte. Durante il giorno invece, è facile ved­er­li sdra­iati, sornioni l’uno accan­to all’altro, in prossim­ità del ter­zo osser­va­to­rio del loro repar­to. Finchè non decider­an­no di dare alla luce un pic­co­lo, anch’egli esem­plare prezioso per la soprav­viven­za del­la specie.

 

 

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