Il balcone di Giulietta e Romeo in restauro

26/07/2017 in Attualità
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Di Redazione

Per chi conosce la trage­dia immor­tale “Giuli­et­ta e Romeo” di ha 700 anni. E’ il bal­cone più cele­bre al mon­do, scan­di­to da 20 nic­chie gotiche. Ogni anno atti­ra oltre un mil­ione di per­sone nel cor­tile veronese di via Cap­pel­lo 23, sede in stile del­la Casa di Giuli­et­ta. Nel 2016 qua­si 329 mila  vis­i­ta­tori si sono affac­ciati sul­lo stori­co cor­tile dal verone di are­nar­ia, mar­mo rosso scaligero e tufo di Avesa, nel com­p­lesso medio­e­vale  del­la famiglia Dal Cap­pel­lo, trasfor­ma­to nel­la pri­ma metà del 900 — su ispi­razione del cin­e­ma hol­ly­wood­i­ano — e arreda­to con mobili d’epoca, per dare un pre­ciso rifer­i­men­to agli innamorati che, da ogni paese, giungevano già allo­ra in cit­tà per con­fer­mar­vi il loro peg­no d’amore.

E’ stan­co il verone di Giuli­et­ta: fes­sur­azioni,  abra­sioni, con­sun­zioni lo han­no intac­ca­to.

Spon­sor una soci­età veronese ben nota in Italia e Spagna — per la sua pro­duzione di sis­te­mi per la deu­mid­i­fi­cazione ed il con­sol­i­da­men­to di edilizia civile e mon­u­men­tale — la Tec­nored, arri­va ora il suo restau­ro gra­tu­ito dell’affaccio con­sacra­to all’amore, specie a quel­lo con­trasta­to ma qua­si sem­pre vin­cente; anche a caris­si­mo prez­zo.

Esso funge da sim­bo­lo di un affet­to divenu­to immor­tale gra­zie al genio di Shake­speare, e del sen­ti­men­to amoroso in gen­erale. — Dice Margheri­ta Bol­la, diret­trice dei  Musei d’Arte del Comune di Verona. — Siamo molto grati alla Tec­nored che si è resa disponi­bile gra­tuita­mente alla glob­al­ità dell’intervento che prevede un’indagine sta­t­i­ca ed un accu­ratis­si­mo restau­ro, con anal­isi dei mate­ri­ali e stu­dio delle più mod­erne tec­niche non inva­sive di con­ser­vazione.

Respon­s­abile del­la Tec­nored il dot­tor Pao­lo Mar­i­ani: “Verona non solo è il mito mon­di­ale dell’amore  ma la sede del­la nos­tra soci­età ed è anche la mia cit­tà, che amo in ogni suo aspet­to. — Spie­ga Mar­i­ani.  — E’ un dono impeg­na­ti­vo che fac­ciamo volen­tieri, un con­trib­u­to al suo mito che con­creter­e­mo in autun­no quan­do l’afflusso dei vis­i­ta­tori sarà più con­tenu­to, cosa dif­fi­cile per­al­tro, vis­to che, dal 2015, sono cresciute di 20 mila unità solo i vis­i­ta­tori che sono salite ai quat­tro piani del­la casa dell’eroina e, nat­u­ral­mente, si sono affac­ciate al cele­ber­ri­mo verone di Giuli­et­ta. Evi­den­te­mente in tem­pi di crisi mon­di­ale l’amore res­ta un sog­no uni­ver­sale ed  un mito con­cre­to, sce­spiri­ano appun­to”. (BF)

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