È Sghiba il nuovo Capo Valar della Libera Contrà del Marciapiè

16/02/2018 in Attualità
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Di Sergio Bazerla

Ritor­na Sghi­ba, al sec­o­lo Ste­fano Cam­pag­nari ad essere il Capo Valar del­la Lib­era Con­trà del Mar­ci­apiè. A lui le urne han­no asseg­na­to 217 voti men­tre a Car­let­to Oliosi sono sta­ti asseg­nati 198 voti, quin­di incar­na la figu­ra de Quel da Re ed infine a Clau­dia Bot­tura l’in­car­i­co di Cagnol con 188 voti.

Il 39° del Mar­ci­apiè ha quin­di espres­so la sua corte con Ste­fano Cam­pag­nari, Car­let­to Oliosi e Clau­dia Bot­tura e si è pre­sen­ta­ta con lo sten­dar­do del lacisiense alla giun­ta comu­nale gui­da­ta da Luca Sebas­tiano che si è molto com­pli­men­ta­to per il suc­ces­so del­la man­i­fes­tazione che ha vis­to sia la pre­sen­za del Papà del Gno­co e del Re del Goto nonchè di 34 grup­pi del Veronese con ben 186 fig­u­ran­ti.

Nei due giorni di fes­ta fra lun­go­la­go Mar­coni e via Arco sono sta­ti cuci­nati da volon­tari del carnevale 300 litri di mine­strone di magro, 200 chili di pesce frit­to, oltre 100 chili di gnoc­chi, 200 chili di bon­dola, trenta chili di frit­telle, un migli­aio di pani e sono sta­ti con­sumati ben due quin­tali di Bar­dolino.

Un suc­ces­so oltre ogni nos­tra aspet­ta­ti­va, soprat­tut­to per la numerosa pre­sen­za dei grup­pi del carnevale veronese — spie­ga sod­dis­fat­to Ser­gio Olivet­ti del­la Lib­era Con­trà del Mar­ci­apiè — per­chè è la pri­ma vol­ta di ques­ta mas­s­ic­cia pre­sen­za a Lazise. Poi i com­pli­men­ti del sin­da­co che ha vera­mente val­oriz­za­to il nos­tro impeg­no ed anche l’at­ten­zione che poni­amo a chi è in dif­fi­coltà. Strepi­tosa l’ac­coglien­za alla casa di risposo da parte degli anziani ospi­ti ed anche del per­son­ale. Per cer­ti ver­si davvero com­movente per tut­ti. Lo ha dichiara­to più volte anche il Papà del Gno­co.”

Pos­so dire che abbi­amo lavo­ra­to molto in cuci­na — spie­ga Jake Olivet­ti — ma che tut­ti sono sta­ti sod­dis­fat­ti sia del­la qual­ità che del­la quan­tità, ma soprat­tut­to del­la edu­cazione di chi si avvic­i­na­va agli stand per chiedere qualche cosa.La parte grossa — con­clude Olivet­ti — è sta­to il pesce, ovvi­a­mente. Ma non da meno anche gli gnoc­chi ed il mine­strone. Feli­ci i bim­bi con lo zuc­chero fila­to che è anda­to let­teral­mente a ruba.”

Dopo la fes­ta, rimes­so in ordine ogni cosa — sog­giunge Ser­gio Olivet­ti, El Gegia — fare­mo i con­ti e quel che ci res­ta, come ogni anno, lo con­seg­ner­e­mo ad una asso­ci­azione locale di volon­tari­a­to per sosten­er­la nel­la attiv­ità sul ter­ri­to­rio.”

 

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