Museo della carta: bilancio a gonfie vele e il Comune promette aiuti per migliorarlo

A Maina

05/03/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Duemi­lac­inque­cen­to vis­i­ta­tori e una trenti­na di sco­laresche giunte dalle provin­cie di Bres­cia, Man­to­va e Cre­mona. È questo il bilan­cio dei pri­mi sei mesi di attiv­ità del di Maina Infe­ri­ore, a Toscolano Mader­no, nel­la valle del tor­rente. La com­mis­sione comu­nale, com­pos­ta dal sin­da­co Pao­lo Ele­na, pres­i­dente pro tem­pore, da Fran­co Sane­si, Piero Armelli­ni (in rap­p­re­sen­tan­za del­la fab­bri­ca, che appar­tiene al grup­po vicenti­no Marchi), Gior­gio Bom­bardieri, Gian­gia­co­mo Spag­no­li e Mario Mar­che­t­ti, per il Grup­po lavo­ra­tori anziani, si è riu­ni­ta per approvare il bilan­cio con­sun­ti­vo (5mila euro) e il pre­ven­ti­vo 2003, che pareg­gia in 6.100 euro. Il sin­da­co ha annun­ci­a­to per la valle un ulte­ri­ore con­trib­u­to regionale di 329 mila euro e illus­tra­to l’inizia­ti­va uni­ver­si­taria per un con­cor­so di idee sul­lo svilup­po del com­par­to da bonifi­care. Sarà inoltre aper­to un sito web del munici­pio, del­la Comu­nità mon­tana par­co Alto Gar­da e delle riv­iste di set­tore. Bom­bardieri ha ringrazi­a­to Ele­na per la grande mole di lavoro svolto, augu­ran­do buon lavoro al nuo­vo pres­i­dente, Sane­si. Il museo è sta­to inau­gu­ra­to la scor­sa estate. Il pri­mo locale è sta­to chiam­a­to «stan­za del­la memo­ria». Accoglie ricerche, tesi di lau­rea (in architet­tura, sto­ria, geolo­gia, ecc.), video­cas­sette, doc­u­men­tari, una carti­na del­l’im­pero aus­troun­gari­co. Nel 1862 le cartiere del­la valle occu­pa­vano duemi­la addet­ti. Molti giungevano da varie local­ità del­la zona. La sec­on­da è «la sala del ricor­do» con un centi­naio di fotografie scat­tate agli inizi del sec­o­lo. C’è anche un argano di leg­no, uti­liz­za­to dai frati Domini­cani per cinque­cen­to anni. In un’al­tra ci sono le fil­igrane. Non man­ca la car­ta­mon­e­ta stam­pa­ta nel peri­o­do del­la Rsi, la Repub­bli­ca sociale di Ben­i­to Mus­soli­ni. Un setac­cio del 1740 por­ta la sigla V.F., Verone­si Francesco, l’u­ni­co impren­di­tore che svol­ge­va l’at­tiv­ità in piaz­za a Mader­no, nel­l’ed­i­fi­cio ora diven­ta­to hotel Gol­fo. In un ango­lo, cinque rul­li bal­leri­ni in bron­zo. Da ulti­mo, la stan­za del­la fab­bri­cazione, con cinque ripro­duzioni: dal­la cer­ni­ta degli strac­ci alla essi­cazione. Viene effet­tua­to un raf­fron­to con la lavo­razione attuale. Nel gia­rdi­no ester­no, gli attrezzi pesan­ti. Aut­en­ti­ca chic­ca: una calan­dra alta due metri e larga 80 cen­timetri. I turni di sorveg­lian­za sono garan­ti­ti dai lavo­ra­tori anziani del­la cartiera di Toscolano, pro­tag­o­nisti di ques­ta oper­azione di recu­pero.

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