Progetto di recupero voluto dalla Specchiasol che utilizzerà i raccolti per la propria linea di erboristeria. Trenta ettari a coltivazione specializzata in essenze biologiche e di montagna

A malga Albarè le piante officinali

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Di Luca Delpozzo
c.m.

Sono par­ti­ti i lavori per il pieno recu­pero di mal­ga Albarè, un tem­po una delle mal­ghe più belle del­la zona del , che ha sub­ì­to negli ulti­mi cinquant’anni numerose tra­ver­sie. Il prog­et­to di recu­pero, nato dal­la col­lab­o­razione tra l’amministrazione comu­nale fer­rarese, l’Orto Botan­i­co di Novezzi­na e la dit­ta veronese Spec­chi­a­sol, leader nel­la pro­duzione di prodot­ti erboris­ti­ci e far­ma­ceu­ti­ci, prevede il riordi­no idrauli­co e nat­u­ral­is­ti­co dell’edificio e del­la zona verde cir­costante, in vista del­la pro­duzione di erbe e piante offic­i­nali. «L’area di Mal­ga Albarè è tra le più belle e inter­es­san­ti di tut­to il Bal­do», ha affer­ma­to Vit­to­rio Mascagno, botan­i­co e diret­tore dell’Orto di Novezzi­na che ha col­lab­o­ra­to alla stesura del prog­et­to. «La sua buona espo­sizione per­me­tte la pre­sen­za delle piante più svari­ate, dal bian­cospino alla rosa can­i­na, dalle gen­zianelle al mille­foglio. La zona di pas­co­lo com­prende in totale 30 ettari, oggi qua­si com­ple­ta­mente invasi dal­la veg­e­tazione spon­tanea, men­tre lo stori­co baito, par­ti­co­lare per la col­orit­u­ra rossa e bian­ca, pre­sen­ta stanze un tem­po adib­ite alla lavo­razione del lat­te. Un pat­ri­mo­nio prezioso, che anda­va recu­per­a­to il pri­ma pos­si­bile». La Spec­chi­a­sol intende dunque ridare vita e val­ore all’antica mal­ga e al suo ter­ri­to­rio, facen­done il pun­to di pro­duzione di piante offic­i­nali e bio­logiche di mon­tagna, ripe­tendo un esper­i­men­to già avvi­a­to in Puglia per le piante di tipo mediter­ra­neo. «Riportare la colti­vazione in ques­ta area non sarà cosa sem­plice», ha sot­to­lin­eato Mascagno, «anz­i­tut­to per il prob­le­ma acqua. Allo sta­to attuale la mal­ga dispone di un’unica pic­co­la poz­za atti­va, dal momen­to che una sec­on­da, di dimen­sioni notevoli con 22 metri di diametro, non è in fun­zione. Il prog­et­to prevede tre pozze, attra­ver­so il recu­pero del­la sec­on­da e la real­iz­zazione di una terza, e un nuo­vo impianto di irrigazione attra­ver­so un mod­er­no sis­tema di pompe idrauliche. Con l’acqua, torner­an­no così a fiorire a mal­ga Albarè tutte le piante tipiche del Bal­do, che saran­no poi alla base dei prodot­ti mes­si a pun­to dal­la Spec­chi­a­sol». Camil­la Madinel­li Fer­rara di Monte Bal­do. Novità in vista per l’Orto Botan­i­co di Novezzi­na. Inau­gu­ra­to nel 1989 e cresci­u­to nel tem­po, è inter­es­sato ora da un grande prog­et­to che prevede una serie di impor­tan­ti cam­bi­a­men­ti e miglior­ie, in modo da ren­der­lo sem­pre più inter­es­sante e vis­itabile da parte di stu­diosi, come anche di appas­sion­ati di mon­tagna e botan­i­ca di ogni età. Come pri­ma cosa sono pre­visti l’ampliamento del­la super­fi­cie totale e la pos­si­bil­ità di ren­der­lo vis­itabile anche alle per­sone dis­abili. «Ai 12mila metri attuali ne saran­no aggiun­ti altri cinquemi­la per pas­co­lo e boschi», ha affer­ma­to il diret­tore dell’Orto, Vit­to­rio Mascagno, «men­tre una serie di lavori e accorg­i­men­ti per­me­t­ter­an­no anche alle per­sone col­pite da qualche dis­abil­ità fisi­ca una visi­ta sod­dis­facente all’orto. Anz­i­tut­to nell’area ester­na, una pavi­men­tazione sos­ti­tuirà la ghi­a­ia, poi è pre­vis­to il trasporto nel­la nuo­va zona del pas­co­lo con alcu­ni minicin­go­lati». Inoltre, sarà rifat­to l’impianto idrauli­co di irrigazione, che diven­terà anco­ra più cap­il­lare e sarà dota­to di una cis­ter­na adegua­ta alle neces­sità sem­pre cres­cen­ti dell’orto». Alcu­ni fon­di, infat­ti, saran­no des­ti­nati per la rac­col­ta di nuove specie di piante del Monte Bal­do non anco­ra pre­sen­ti, e per la molti­pli­cazione delle specie più impor­tan­ti, al fine di evitare il più pos­si­bile la rac­col­ta spon­tanea e dis­or­di­na­ta. In pre­vi­sione, infine, anche un nuo­vo polo di ospi­tal­ità nell’attuale mal­ga Novezzi­na, che sarà quin­di con­ver­ti­ta in parte in un ostel­lo e in parte in un ded­i­ca­to alla vita con­tad­i­na e di mon­tagna nel­la zona baldense.

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