Sono ben 18, secondo le analisi dell’Asl, le località fuorilegge per inquinamento batteriologico Critiche le spiagge di Padenghe, Toscolano e Moniga

Balneabilità, record negativo

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Brus­ca impen­na­ta del­l’in­quina­men­to bal­n­eare sul . Sul­la sola cos­ta bres­ciana sono ben 18 le spi­agge dichiarate «off lim­its» dal­l’Asl di Bres­cia che ieri pomerig­gio ha dif­fu­so il con­sue­to bol­let­ti­no quindic­i­nale sul­lo sta­to di salute del lago. Dalle otto dichiarate fuo­ri­legge alla vig­ilia di Fer­ragos­to si è dunque pas­sati a diciot­to su un totale delle 52 local­ità bres­ciane soggette al check up quindic­i­nale. Ma se la nos­tra spon­da piange, quel­la vene­ta non ride. Infat­ti, su 50 spi­agge venete sette, in gran parte con­cen­trate nel bas­so lago tra Peschiera e Castel­n­uo­vo (una sola a Tor­ri del Bena­co), sono finite nel­la lista nera. Al mez­zo dis­as­tro provo­ca­to dal mal­tem­po che ha fla­gel­la­to per tut­to agos­to la riv­iera del Gar­da, ora sul set­tore tur­is­ti­co si abbat­te anche ques­ta tego­la. Ed è sta­ta anco­ra lei, la piog­gia, a deter­minare ques­ta impen­na­ta di inquina­men­to che non si reg­is­tra­va da oltre 15 anni. Ma com’è potu­to suc­cedere tut­to questo? «Premet­to subito una cosa — osser­va il dot­tor Ange­lo Benedet­ti, diret­tore del Dis­tret­to Asl del Gar­da — non ci tro­vi­amo davan­ti ad una grave situ­azione d’in­quina­men­to, perche in diverse spi­agge con­trol­late sono bas­tate poche centi­na­ia di col­ife­cali per super­are la soglia del­la nos­tra rigi­da leg­is­lazione che è di 100 col­ife­cali per ogni 100 millil­tri di acqua di lago. Se nel­l’ac­qua fos­sero fini­ti liqua­mi, ebbene, si sareb­bero dovu­ti rin­venire mil­iar­di di micro­bi (col­ife­cali) per la quan­tità d’ac­qua sta­bili­ta». D’ac­cor­do, però, è bas­ta­to quel poco per far scattare il divi­eto di bal­neazione? «Purtrop­po, sì». Il mal­tem­po c’en­tra in tut­to questo? «Nat­u­ral­mente. Le copiose piogge — riprende Benedet­ti — han­no causato una specie di ingor­go nelle tubazioni comu­nali, alcune delle quali non anco­ra sep­a­rate tra acque nere e acque plu­vi­ali. Non tut­ti le abitazioni dei Comu­ni riv­ieraschi ne sono dotate, purtrop­po. A loro vol­ta, i liqua­mi, uni­ta­mente alle acque mete­oriche sono finite nei col­let­tori comu­nali, da questi al col­let­tore prin­ci­pale del , fino a Peschiera. Si trat­ta, però, come dice­vo poc’anzi — con­tin­ua il diri­gente del­l’Asl — di acqua sporca, non inquina­ta». Insom­ma, è riaf­fio­ra­to il soli­to prob­le­ma del sovrac­cari­co di mate­ri­ale delle con­dotte fog­nar­ie che, quan­do si man­i­fes­tano even­ti piovosi di una cer­ta con­sis­ten­za gon­fi­ano a dis­misura le tubazioni per poi finire nelle acque del lago. Ed a pagar­ne le con­seguen­ze è anco­ra e sem­pre il set­tore tur­is­ti­co. Per­chè, potrebbe ver­i­fi­car­si adesso uno scon­cer­tante para­dos­so: il mal­tem­po potrem­mo las­cia­rce­lo alle spalle ma con l’im­pos­si­bil­ità a fare un bag­no, quan­to meno nei posti in cui, già da sta­mane, saran­no esposti i cartel­li di divi­eto. Una rap­i­da car­rel­la­ta ora per chi ne vuole sapere di più. Sirmione, Desen­zano, Tig­nale, Tremo­sine e Limone sono intera­mente bal­ne­abili. I divi­eti sono a Lona­to (lido), Padenghe (S. Giu­lia, Por­to Garu­ti e S.Cassiano), Moni­ga (Madon­na del­la Neve, Preara e Lin­er), Maner­ba (pun­ta Rio), S. Felice (Ghi­ac­ciaie), Salò (Cimitero e Rive Gran­di ), G ardone Riv­iera (Cas­inò e Fasano), Toscolano Mader­no (lido Azzur­ro, Vil­la Adele, Cantieri del Gar­da e Reli­gione), infine a Gargnano (Castel­lo). Sul­la spon­da vene­ta abbi­amo divi­eti sul­l’in­tero ter­ri­to­rio di Peschiera, a Castel­n­uo­vo (loc. Cam­pan­el­lo sud) e a Tor­ri del Bena­co (lo. Poz­za). Insom­ma, una sta­gione tut­ta da dimenticare.

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