Il Garda misura 136 cm sullo zero idrometrico I timori dell'assessore all'Ambiente di Salò

Benaco, l’acqua è troppo alta «Danni al turismo»

Di Luca Delpozzo
Simone Bottura 

I liv­el­li alti del lago minac­ciano la sta­gione tur­is­ti­ca. Pun­tuale, come ogni anno a pri­mav­era, ries­plode la polem­i­ca sul­la ges­tione delle acque del Gar­da e la rego­lazione dei liv­el­li. Ieri il lago mis­ura­va 136 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co di Peschiera, appe­na quat­tro cen­timetri sot­to il lim­ite mas­si­mo con­sen­ti­to in aprile dal­la nor­ma­ti­va (140 cen­timetri). Il lago, insom­ma, è vici­no al lim­ite mas­si­mo di sicurez­za sta­bil­i­to in base a neces­sità di tipo idrauli­co ed eco­logi­co (il liv­el­lo mas­si­mo con­sen­ti­to scen­derà a 135 cm nel peri­o­do mag­gio-agos­to e a 70 cm nel peri­o­do set­tem­bre-novem­bre). Ma quel che più pre­oc­cu­pa ammin­is­tra­tori e oper­a­tori locali è il fat­to che l’ac­qua alta ruba spazio alle spiagge.La ques­tione viene soll­e­va­ta dal­l’asses­sore all’Am­bi­ente del Comune di Salò, , che non risparmia critiche all’at­tuale ges­tione delle acque: «Con i liv­el­li sopra i 130 cm le acque som­mer­gono numerose spi­agge, con grave dan­no per il com­par­to tur­is­ti­co. Il Gar­da non può essere uti­liz­za­to come un baci­no idri­co al servizio del­l’a­gri­coltura man­to­vana, i garde­sani devono aver voce in capitolo».Il prob­le­ma è noto ed ha il suo noc­ci­o­lo nel­la con­trap­po­sizione tra le esi­gen­ze del com­par­to agri­co­lo man­to­vano, che per dis­setare gli oltre 100mila ettari di super­fi­cie agri­co­la nel baci­no del Min­cio recla­ma enor­mi quan­tità d’ac­qua (460 mil­ioni di metri cubi), e quelle del tur­is­mo garde­sano: liv­el­li trop­po alti riducono le spi­agge, men­tre liv­el­li trop­po bassi provo­cano il prob­le­ma oppos­to, las­cian­do all’a­s­ciut­to trat­ti di fon­dale, con le male­odor­an­ti con­seguen­ze provo­cate dalle alghe che si decom­pon­gono al sole, e ren­den­do impos­si­bile l’at­trac­co dei bat­tel­li in alcu­ni porti.In min­i­miz­zano: «Il lago è alto anche per effet­to del dis­ge­lo — spie­ga il seg­re­tario Lucio Cere­sa — ma la situ­azione è sot­to con­trol­lo. L’ide­ale sarebbe un liv­el­lo costan­te­mente attorno ai 100 cm, ma d’al­tra parte è nec­es­sario essere prev­i­den­ti nel caso si ver­i­fi­cas­sero peri­o­di di sic­c­ità». Cere­sa è inoltre con­vin­to che il liv­el­lo del Gar­da è des­ti­na­to a scen­dere presto: «La sta­gione irrigua è inizia­ta il pri­mo aprile. Attual­mente dal lago escono 40 metri cubi di acqua al sec­on­do e non è esclu­so che presto il deflus­so pos­sa aumentare ulte­ri­or­mente». Nes­sun allarmis­mo, dunque, «anche per­ché — con­clude il seg­re­tario del­la Comu­nità del Gar­da — la vera emer­gen­za scat­ta a 160–170 cen­timetri sul­lo zero idrometrico».Ma c’è un’al­tra ques­tione che pre­oc­cu­pa Nas­tuz­zo: la pres­sante richi­es­ta dei man­to­vani di pot­er uti­liz­zare la gal­le­ria Mori-Tor­bole per immet­tere nel Gar­da le acque del­l’Adi­ge, più fred­de di quelle lacus­tri, quin­di dan­nose per l’e­co­sis­tema del baci­no, e, soprat­tut­to, più inquinate. «Il Gar­da — esor­ta Nas­tuz­zo — deve atti­var­si per scon­giu­rare ques­ta even­tu­al­ità che avrebbe effet­ti dev­as­tan­ti per l’am­bi­ente lacustre».Sulla ques­tione era inter­venu­ta recen­te­mente la stes­sa Comu­nità del Gar­da, deposi­tan­do al Tar e al Tri­bunale supe­ri­ore delle acque pub­bliche di Roma ricor­si con­tro l’u­ti­liz­zo del­la gal­le­ria Adi­ge-Gar­da. La Comu­nità ha tra l’al­tro lan­ci­a­to l’idea di inter­ven­ti infra­strut­turali per canal­iz­zare l’ac­qua del­l’Adi­ge diret­ta­mente nel Min­cio e nel sis­tema irriguo, sen­za pas­sare attra­ver­so il lago.