Domani la celebrazione in San Domenico a Colombare. La vocazione dopo l’incontro con Azione Cattolica. Elisabetta Sepich diventa suora orsolina. «A Roma finirò anche gli studi universitari»

Betty spalanca le braccia al Signore

16/09/2006 in Religione
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Bet­ty fino a ven­ticinque anni era una ragaz­za come tante altre: lavoro, ami­cizie, musi­ca, gite. Sen­za alcun prob­le­ma di soli­tu­dine, di emar­gin­azione o di infe­lic­ità, anzi. Poi, un giorno alcune per­sone che fre­quen­ta­va all’Azione Cat­toli­ca del­la par­roc­chia di Colom­bare le han­no trasmes­so «quei val­ori che cer­ca­va da tem­po». Era il 1998 quan­do Elis­a­bet­ta Sepich, Bet­ty per tut­ti, nata e vis­su­ta a Sirmione con la famiglia, inizia­va il suo cam­mi­no per diventare suo­ra. Un sog­no, per lei, che si è trasfor­ma­to in realtà. Domani, infat­ti, con una solenne cer­i­mo­nia in pro­gram­ma nel­la chiesa di S. Francesco di Colom­bare, acquisirà la «pro­fes­sione per­pet­ua» di suo­ra al servizio del­la Con­gregazione delle Orso­line «Figlie di Maria Imma­co­la­ta» di Verona, fon­da­ta dal beato Zefiri­no Agos­ti­ni. Pre­siederà la cer­i­mo­nia mon­sign­or Fran­co Fio­rio, vic­ario gen­erale del­la Dio­ce­si scalig­era, di cui Sirmione fa parte; pre­sen­ti anche i tre par­ro­ci sirmione­si (don Lui­gi Lim­i­na, monign­or. Eveli­no Dal Bon e don Ser­gio Formi­gari) ed altre autorità reli­giose. Tra l’altro ver­rà fes­teggia­to nell’occasione il 150° anniver­sario del­la fon­dazione del­la con­gregazione, avvenu­ta a Verona nel 1856. Alla vig­ilia del suo impor­tante tra­guar­do, abbi­amo chiesto a Bet­ty una sua breve pre­sen­tazione. «Ho stu­di­a­to come grafi­co pub­blic­i­tario, trova­to un lavoro, avu­to sem­pre tan­ti ami­ci ed amiche, poi nel fre­quentare alcune per­sone dell’Azione Cat­toli­ca ho com­in­ci­a­to a conoscere degli aut­en­ti­ci val­ori, ed ho sen­ti­to una chia­ma­ta da Dio: ho così deciso di com­piere il pas­so di entrare nell’istituto delle Orso­line». Quali sono state le sue tappe per arrivare ad oggi, quan­do pren­derà i voti defin­i­tivi? «Sono sta­ta due anni a Verona, poi sono entra­ta in una comu­nità e, quin­di, nel­la “Casa Ser­e­na” dove sono rimas­ta per altri tre anni». Cosa si sente di dire ai gio­vani, agli ami­ci che tut­to­ra con­ser­va? «Di non aver mai pau­ra di com­piere delle gran­di scelte: può met­tere angos­cia questo, ma bisogna che nel­la vita si deci­da quel che ci si sente di fare». Dove andrà domani? «Sarà la Madre Gen­erale dell’ordine a dis­porre il mio futuro, però so già che dovrò andare a Roma per alcu­ni anni per per­fezionare la mia pro­fes­sione di grafi­co e per lau­rear­mi», risponde suor Bet­ty. Domeni­ca in una chiesa stra­col­ma di ami­ci, par­en­ti e reli­giosi che arriver­an­no da ogni parte delle province di Verona e Bres­cia, ci sarà anche un coro com­pos­to esclu­si­va­mente dai suoi più fedeli ami­ci. E soprat­tut­to ci saran­no le sue con­sorelle del vici­no asi­lo mater­no «Durighel­lo» che le sono state vicine in tut­ti questi anni di novizia­to. Le sei Orso­line di Colom­bare, coa­d­i­u­vate da alcune laiche, con­ducono la scuo­la fre­quen­ta­ta da ottan­ta pic­coli da diver­si decen­ni con otti­mi risul­tati. La pri­ma scuo­la dell’infanzia venne aper­ta il 2 novem­bre 1856 a Verona; negli anni suc­ces­sivi ne sorsero anche a Fer­rara, Chi­eti, Roma, Tri­este e , quin­di in molti altri cen­tri. Le Orso­line oper­a­no nel set­tore educativo-assistenziale.

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