A Desenzano e sul Sebino i due impianti in esercizio

Bilancio della filiera gestita dalla Provincia Carpione, funziona l ripopolamento

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Di Luca Delpozzo

Sis­te­mi itti­co e itti­o­logi­co al vaglio del­la IV com­mis­sione provin­ciale che ha tes­ta­to ieri lo sta­to di salute del­la fil­iera. I numeri par­lano di 400 mila euro all’anno des­ti­nati al set­tore provin­ciale del­la pesca (parte dell’assessorato Cac­cia e pesca) che oltre ad essere il rifer­i­men­to per l’attività dei pesca­tori locali può con­tare anche su due incu­ba­tori ittio­geni­ci: uno (sta­bile) a Desen­zano e un altro per ora in local­ità Polle (tra Iseo e Corte­fran­ca), per il quale si sta cer­can­do un nuo­vo sito. All’appello man­cano «il vec­chio prog­et­to di incu­ba­tore a Vez­za d’Oglio mai por­ta­to a ter­mine e il sog­no di un nuo­vo incu­ba­tore in alta Valle Trompia» affer­ma l’assessore Alessan­dro Sala che ieri ha fat­to il pun­to del­la situ­azione in Bro­let­to di fronte alla com­mis­sione. , core­gone, tro­ta fario, tro­ta mar­mora­ta e luc­cio. Sono le specie all­e­vate nel cen­tro garde­sano, atti­vo dal 2004. Il pri­ma­to di esem­plare più numeroso va al core­gone: la sta­gione 2008–2009 con­ta oltre 56 mil­ioni di avan­not­ti (i pic­coli dei pesci, nel­la fase imme­di­ata­mente suc­ces­si­va a quel­la lar­vale). Oltre alla sper­i­men­tazione avvi­a­ta con le trote (200 mila trote fario e 50 mila mar­morate prodotte negli ulti­mi tre anni), dal 2008 è par­ti­to il «Prog­et­to car­pi­one» in col­lab­o­razione con l’Istituto zoopro­fi­lat­ti­co «Uber­ti­ni» e la per la sal­va­guardia e la tutela di una specie in via di estinzione pre­sente uni­ca­mente nelle acque del Bena­co, molto ambito dai pesca­tori e, soprat­tut­to, dai buongustai.IL PROGETTO (dal cos­to di 303 mila euro, 140 mila dei quali finanziati dal Pirellone) ha l’obiettivo di sostenere inter­ven­ti di tutela del­la specie attra­ver­so tre fasi: cat­tura di esem­plari, fecon­dazione delle uova e pri­mo accresci­men­to delle larve a Desen­zano e quin­di trasfer­i­men­to degli avan­not­ti a Tremo­sine fino all’avvenuta matu­rità ses­suale. I risul­tati per ora par­lano di cir­ca 4000 avan­not­ti prodotti.I pesca­tori dilet­tan­ti in Provin­cia di Bres­cia sono 33 mila 465. La licen­za cos­ta cir­ca 60 euro, per un totale di qua­si 2 mil­ioni di euro che finis­cono diret­ta­mente nelle casse region­ali. Restano invece alla Provin­cia i proven­ti delle licen­ze tur­is­tiche (che, al cos­to di 5 euro l’una, con­sentono l’attività per un peri­o­do lim­i­ta­to dell’anno): nel 2008 se ne sono con­tate 1059. Diminuis­cono i pesca­tori pro­fes­sion­isti (sono in tut­to 79 di cui 46 sul Gar­da, 30 sul Sebi­no e 3 sul Lago d’Idro).

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