E' stato avviato il programma naturalistico e culturale

Bosco Caproni, oasi riscoperta

17/05/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Arco

Un’oasi nat­u­ral­is­ti­ca imm­er­sa nel­la veg­e­tazione sec­o­lare. Con tan­to di sen­tieri gui­dati per andare alla scop­er­ta di flo­ra e fau­na ma anche di vis­ite alle vec­chie cave di olite per per­cor­rere a ritroso la sto­ria “estrat­ti­va” del­la nos­tra zona. In più la pos­si­bil­ità di prati­care un po’ di trekking o di fare del­l’ar­rampi­ca­ta sporti­va. Tut­to questo, ma anche molto altro, fa parte di quel prog­et­to di riva­l­u­tazione del bosco Caproni che il comune di Arco, assieme alla Provin­cia, ha fat­to par­tire nei giorni scorsi.Gli operai del servizio provin­ciale di ripristi­no ambi­en­tale sono al lavoro già da qualche set­ti­mana. Il loro com­pi­to è quel­lo di dare una sis­tem­a­ta ai sen­tieri che con­ducono all’in­ter­no del bosco appartenu­to, fino a qualche anno fa, alla famiglia Caproni ma ora di pro­pri­età comu­nale. Il pas­so suc­ces­si­vo sarà quel­lo di col­lo­care tut­ta una serie di cartel­li illus­tra­tivi in modo da pre­dis­porre un per­cor­so guida­to alla scop­er­ta delle richezze nat­u­ral­is­tiche e storiche del­l’oasi sit­u­a­ta aal­la base del monte Sti­vo e che sovras­ta la piana del Sar­ca da Mas­sone fino a Ceni­ga. Un’oasi che nasconde tan­tis­sime bellezze: l’o­li­va­ia, i prati, le cave di olite, le rupi ed i ghi­aioni. Nel bosco, ad esem­pio, è pre­sente uno dei lec­ceti sit­uati più a nord del con­ti­nente europeo. Ma inter­es­san­ti sono anche le trac­ce del­la sto­ria sia quel­la geo­log­i­ca (con seg­ni evi­den­ti delle glaciazioni) che antrop­i­ca (con la fruizione, a scopi estrat­tivi, delle cave di olite da cui, a suo tem­po, è sta­ta rica­va­ta la pietra con cui si è pavi­men­ta­ta la piaz­za di Pra­to del­la Valle a Pado­va). «Ma il bosco Caproni è sug­ges­ti­vo anche dal pun­to di vista fau­nis­ti­co — ci ha spie­ga­to ieri mat­ti­na il dot­tor Fron­za del servizio ripristi­no del­la Provin­cia — oltre che del­la flo­ra pre­sente. L’in­ter­ven­to degli operai del­la coop­er­a­ti­va, a cui è sta­to affida­to il lavoro, sarà tut­to som­ma­to leg­gero. La nos­tra inten­zione, così come quel­la del comune di Arco e nel­la fat­tispecie del­l’asses­sore all’am­bi­ente Fab­rizio Miori, è quel­la di evi­den­ziare i pre­gi nat­u­ral­is­ti­ci del­la zona. Ma anche di offrire l’op­por­tu­nità di un per­cor­so per cer­ti ver­si di carat­tere stori­co e cul­tur­ale». Nel­l’inizia­ti­va, che si dovrebbe com­pletare nel giro di un anno, sarà con­tem­pla­ta anche la ristrut­turazione dei due caso­lari sit­uati sul­la ter­raz­za che sovras­ta Ceni­ga così da farne una sor­ta di o pun­to informazioni.

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