Vezzola spa crede nel riciclo come forma di risparmio e business, per questo oggi organizza un incontro tecnico. La cava rende, ma può essere affiancata da nuovi prodotti previsti per legge. L’attività di cava coinvolge a Brescia numerose imprese

Brescia, ghiaia per 35 milioni

Di Luca Delpozzo
Claudio Venturelli

Le cave di sab­bia e ghi­a­ia a Bres­cia e provin­cia dan­no luo­go ad un busi­ness di cir­ca 35 mln di euro l’anno. Si trat­ta di una sti­ma di mas­si­ma che si rica­va dal­la quo­ta annua estrat­ti­va pro­gram­ma­ta dal Piano Cave del­la Provin­cia equiv­a­lente a 7 mln di metri cubi annui. Ovvio, a questo pun­to, l’interrogativo: nel futuro il com­par­to estrat­ti­vo potrà reg­gere la doman­da prove­niente dall’edilizia, sare­mo costret­ti ad importare sab­bia e ghi­a­ia dall’estero e, infine, esiste un’opzione alter­na­ti­va? A queste opzioni vuole tentare di dare rispos­ta il con­veg­no «La cul­tura del rici­clo», in pro­gram­ma oggi a par­tire dalle 9 all’Hotel Olive­to di Desen­zano del Gar­da ed orga­niz­za­to dal­la Vez­zo­la spa, azien­da bres­ciana appun­to impeg­na­ta sul fronte delle cave. Cosa e come si rici­cla è il tema di fon­do, impor­tante poiché, sem­pre in base ad un cal­co­lo indica­ti­vo, il cor­ret­to riu­ti­liz­zo di mate­ri­ali alter­na­tivi all’inerte nat­u­rale potrebbe far risparmi­are, solo nel Bres­ciano, cir­ca 1 mln di metri cubi di cava­to, forse di più dicono gli esper­ti. Un po’ di cautela ci vuole, ovvi­a­mente, soprat­tut­to nell’identificare e con­sen­tire di lavo­rare i prodot­ti riu­ti­liz­z­abili (ad esem­pio per gli asfalti), anche se è un decre­to, che por­ta il nome del min­istro dell’Ambiente Mat­te­oli, ad obbli­gare le imp­rese vincitri­ci di appalti pub­bli­ci ad uti­liz­zare almeno il 30% di mate­ri­ali rici­clati (a con­dizione che siano disponi­bili e il loro prez­zo sia equo). Per capire il con­cet­to è meglio tornare alla legge e capire cosa si inten­da per rifiu­ti spe­ciali: ci sono quel­li derivati da attiv­ità agri­cole ed agro-indus­tri­ali; quel­li peri­colosi che derivano da attiv­ità di sca­vo; i rifiu­ti da lavo­razioni indus­tri­ali; quel­li da lavo­razioni arti­gianali, quel­li derivan­ti dal­la attiv­ità di recu­pero e smal­ti­men­to rifiu­ti. La mate­ria pri­ma quin­di non man­ca. La sola provin­cia di Bres­cia si attes­ta nel 2002 al pri­mo pos­to nazionale per la pro­duzione di rifiu­ti spe­ciali non peri­colosi (2,7 mln di ton­nel­late pari al 5,5% dell’intera pro­duzione nazionale) e al sec­on­do pos­to nazionale (dopo Mlano) per la pro­duzione di rifiu­ti spe­ciali peri­colosi (0,32 mln di ton­nel­late, pari al 6,5% dell’intera pro­duzione nazionale). Ovvio, a questo pun­to, l’interesse del con­veg­no. Infat­ti, il rici­clo può diventare un busi­ness impor­tante per le indus­trie trasfor­ma­tri­ci. I lavori preve­dono alle 9 l’intervento dell’assessore all’Ambiente del­la Provin­cia di Bres­cia, Enri­co Mat­tin­zoli. A seguire sono in pro­gram­ma relazioni tec­niche affi­date a numerosi esper­ti del set­tore. Sot­to esame c’è, in par­ti­co­lare, la nor­ma­ti­va che rego­la il set­tore, com­pre­sa quel­la euro­pea. Per quan­to riguar­da l’identificazione e l’utilizzo dei mate­ri­ali, ver­ran­no delin­eati esem­pi sia nel recu­pero dei mate­ri­ali alter­na­tivi per le costruzioni, sia in quel­lo delle scorie d’acciaieria final­iz­za­to alla pro­duzione di con­glomerati bitu­mi­nosi spe­ciali. La chiusura dei lavori è affi­da­ta a Gio­van­ni Vez­zo­la, pres­i­dente nazionale di Ane­pla, l’associazione che rag­grup­pa estrat­tori di lapi­dei e affini.