Tanti piccoli interventi eseguiti per riportare al suo splendore il paesino che raccoglie un centinaio di abitanti. Terminati i lavori di restauro alla frazione e alla chiesa romanica

Canale, un centro da riscoprire

22/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

È sta­ta rimes­sa a nuo­vo la frazione di Canale, dove vivono cir­ca un centi­naio di cit­ta­di­ni riv­o­le­si. L’amministrazione comu­nale ha infat­ti por­ta­to a ter­mine in questi mesi una serie di opere pub­bliche volte alla sis­temazione e alla riqual­i­fi­ca del­lo stori­co bor­go pos­to ai pie­di di monte san Mar­co, famoso per le inci­sioni rupestri d’epoca preis­tor­i­ca e per lo sbar­ra­men­to mil­itare del­la Tagli­a­ta. «Si è trat­ta­to di una serie di opere sol­lecitate dal­la stes­sa popo­lazione di Canale, da far­si per ren­dere la vita del­la pic­co­la comu­nità più sicu­ra e al tem­po stes­so per abbel­lire uno dei luoghi più ric­chi di sto­ria del nos­tro comune», ha dichiara­to Gianan­to­nio Emanuel­li, con­sigliere con del­e­ga alla che si è occu­pa­to da vici­no dei lavori nel­la frazione. «Anz­i­tut­to sono sta­ti rifat­ti gli impianti per l’acqua e le fog­na­ture, che era­no pres­soché inesisten­ti, cre­an­do non pochi dis­a­gi ai cit­ta­di­ni; Canale è infat­ti il pun­to più bas­so del nos­tro ter­ri­to­rio e quel­lo che in pas­sato è sta­to più peri­colosa­mente inva­so dalle piene dell’Adige e dagli allaga­men­ti. Poi sono sta­ti col­lo­cati quat­tro nuovi lam­pi­oni, due all’entrata sud del paese, uno in piaz­za e un altro vici­no alla chiesa par­roc­chiale, che al calar del buio ren­dono la frazione più bel­la e sicu­ra. Come da richi­es­ta di alcu­ni gen­i­tori sono state inoltre posizion­ate due pen­si­line alle fer­mate dell’autobus a Canale, che è sta­ta anche sposta­ta dal­la stra­da provin­ciale alla piaz­za per ragioni di sicurez­za, e in local­ità Zuane. Infine, è sta­ta mes­sa vici­no alla par­roc­chiale una panchi­na, da dove si può godere una bel­la vista sul­la Val d’Adige, e la scali­na­ta che con­duce alla chiesa stes­sa, peri­colosa per­ché pog­gia­ta su uno stra­pi­om­bo di alcu­ni metri, è sta­ta pro­tet­ta con una ringhiera. Anche la sali­ta che vi con­duce era piut­tosto stret­ta e peri­colosa: abbi­amo così allarga­to una cur­va e pro­tet­to la stra­da con un nuo­vo muro di sosteg­no e con­teni­men­to del ter­reno, che qui è sogget­to non di rado a frane». Ma Canale nasconde numerosi gioiel­li in fat­to di sto­ria e architet­tura, tra cui spic­ca la pic­co­la chieset­ta roman­i­ca ded­i­ca­ta a san Zeno, di cui oggi rimane solo il cam­panile e parte di un muro. «I lavori di restau­ro iniziati due anni fa con la prece­dente ammin­is­trazione, su prog­et­to dell’architetto Ren­zo Nico­l­is, si sono con­clusi», ha pros­e­gui­to il con­sigliere. «Ora sti­amo pen­san­do all’inaugurazione, per dare il gius­to risalto al recu­pero». Infine, tra i lavori in cor­so va ricorda­to il pre­vis­to rifaci­men­to dell’asfalto, per la cui asfal­tatu­ra bisogn­erà atten­dere la pri­mav­era. «Siamo sod­dis­fat­ti di quan­to siamo rius­ci­ti a fare per la riqual­i­fi­ca del­la frazione e spe­ri­amo in futuro di pot­er fare anche dell’altro», ha con­clu­so Emanuel­li, «per esem­pio, abbi­amo già pen­sato ad una nuo­va pavi­men­tazione in ciot­toli dell’antica via cen­trale del paese, chiusa tra le case in pietra, che risul­terebbe anco­ra più carat­ter­is­ti­ca. Ma si trat­ta di inter­ven­ti che neces­si­tano di un prog­et­to pre­ciso e soprat­tut­to di pos­si­bil­ità finanziarie che van­no reperite».

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