L’intesa, che fa capo all’Assessorato all’ambiente della Provincia coinvolge i Comuni del basso lago

Canneti, stilato un protocollo per la tutela

Di Luca Delpozzo

 Uni­ti in dife­sa dei can­neti. Obbi­et­ti­vo perse­gui­to attra­ver­so la ges­tione e manuten­zione uni­taria delle aree anco­ra pre­sen­ti sul lago di Gar­da. È ques­ta la novità più impor­tante dell’anno sul fronte del­la tutela dell’ambiente e del­la veg­e­tazione del più grande lago ital­iano. L’intesa, che fa capo all’Assessorato all’ambiente del­la Provin­cia di Bres­cia, pun­ta a coin­vol­gere, attra­ver­so l’adesione ad uno speci­fi­co pro­to­col­lo, i comu­ni del bas­so lago. Sono quel­li di Desen­zano, Moni­ga, Padenghe e Sirmione, ma anche di area veronese e cioè Peschiera, Castel­n­uo­vo, Lazise, Bar­dolino, Gar­da oltre alla stazione sper­i­men­tale «Euge­nio Zil­i­oli» dell’Istituto per il ril­e­va­men­to elet­tro­mag­neti­co dell’ambiente del Cnr che ha sede a Sirmione, le asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste del lago, .Sono anco­ra numerose le zone riv­ierasche del Gar­da dove sono pre­sen­ti i can­neti che cos­ti­tu­is­cono un impor­tan­tis­si­mo eco­sis­tema di tran­sizione fra l’acqua e la ter­ra. Sono sopravvis­sute alle numerose trasfor­mazioni che il più grande lago ital­iano ha subito, soprat­tut­to nell’ultimo mez­zo sec­o­lo. Da anni numerose asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste si sono occu­pate del­la loro dife­sa sanci­ta anche da nor­ma­tive region­ali. Alcu­ni han­no effet­tua­to rilievi e cen­si­men­ti, altri ten­gono mon­i­torati questi ambi­en­ti con l’obbiettivo di difend­er­li. Il can­neto infat­ti svolge impor­tan­tis­sime fun­zioni. «A parte quel­la pae­sag­gis­ti­ca — spie­ga Gabriele Loviset­to del Comi­ta­to pro­mo­tore del par­co del Gar­da — il can­neto è luo­go di ripro­duzione per avi­fau­na e ittio­fau­na del lago, è un sis­tema fon­da­men­tale per il man­ten­i­men­to delle bio­di­ver­sità, svolge un’importante fun­zione di depu­razione dell’acqua, di dife­sa del­la riva ed è bar­ri­era che trat­tiene i rifiu­ti. Negli ulti­mi anni l’attenzione sui can­neti è aumen­ta­ta par­al­le­la­mente alla sen­si­bil­ità ambi­en­tale. È sta­ta anche sper­i­men­ta­ta dal 2002 e con il sosteg­no del­la Provin­cia una for­ma di manuten­zione — con buoni risul­tati — che face­va capo al Cra di Sirmione». Ma un pas­so avan­ti deci­si­vo è quel­lo mat­u­ra­to negli ulti­mi mesi. A pro­porre il ricor­so a ques­ta for­mu­la di coor­di­na­men­to sono sta­ti: Lega Navale di Desen­zano, Comi­ta­to par­co , Comi­ta­to tutela di Pun­ta Grò, Airone Rosso, Grup­po eco­logi­co Peschiera, Coor­di­na­men­to asso­ci­azioni Bal­do Gar­da, Con­sorzio moto­scafisti Sirmione. L’idea con­di­visa e tradot­ta in un pro­to­col­lo dal­la Provin­cia di Bres­cia è sem­plice: trovare un’accordo fra tut­ti gli enti, Comu­ni, Province, asso­ci­azioni, uni­ver­sità per un’intesa che real­izzi la ges­tione e la manuten­zione uni­taria dei can­neti. Il pro­to­col­lo è sta­to pre­dis­pos­to e già sot­to­pos­to all’approvazione dei Comu­ni garde­sani. Si ha notizia che Desen­zano Padenghe e Sirmione lo han­no adottato.«È un accor­do pos­i­ti­vo per­ché mette assieme le asso­ci­azioni che con­tribuis­cono alla tutela e manuten­zione con la col­lab­o­razione tec­ni­ca del Cnr — sot­to­lin­ea l’assessore provin­ciale all’Ambiente Ste­fano Dot­ti -. Sono sicuro che questo pro­to­col­lo garan­tirà un inter­ven­to uni­forme ed un mag­gior con­trol­lo e tutela di queste zone umide fonte di vita, di bio­di­ver­sità coin­vol­gen­do tutte le asso­ci­azioni». Il prog­et­to è sta­to segui­to anche dal con­sigliere provin­ciale Pao­lo For­men­ti­ni che vive a Desen­zano. «Anche l’assessore Luca Colet­to del­la Provin­cia di Verona si è det­to disponi­bile ad aderire. Si pro­fi­la insom­ma già nel 2010 un’intesa inter­co­mu­nale e provin­ciale che assi­cur­erà la ges­tione e manuten­zione uni­taria dei can­neti del Gar­da». e. s. Sono molte le aree riv­ierasche del Gar­da dove sono pre­sen­ti i can­neti che cos­ti­tu­is­cono un’importantissimo eco­sis­tema. Sono sopravvis­sute alle numerose trasfor­mazioni del lago. Da anni numerose asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste si sono occu­pate del­la loro dife­sa sanci­ta anche da nor­ma­tive regionali