Il Consiglio vota la destinazione di un terzo delle volumetrie dell’Amadei all’edilizia convenzionata. Il sindaco: «Così aiutano le giovani coppie», critica la minoranza

Case scontate sull’ex stadio

22/09/2004 in Attualità
A Salò
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Lo scor­so mese di dicem­bre la Giun­ta regionale del­la Lom­bar­dia ave­va det­to sì ai 12mila metri cubi nel vec­chio sta­dio Amadei, a Cam­pov­erde di Salò. In tut­to: una ses­san­ti­na di appar­ta­men­ti. L’al­tra sera il con­siglio comu­nale ha approva­to, col voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za, e con­trario delle mino­ranze, la con­ven­zione per des­tinare all’edilizia con­ven­zion­a­ta un ter­zo del­la vol­ume­tria, cioè 4.000 mc., equiv­alen­ti a una quindic­i­na di allog­gi, super­fi­cie min­i­ma 75 metri quadri. Il diret­tore gen­erale del munici­pio, Giuseppe Iovene, ha spie­ga­to che l’im­pre­sa vincitrice del­l’ap­pal­to dovrà vendere a una cifra deter­mi­na­ta in base al puro cos­to di costruzione (tra 650 e 750 euro al mq., in rap­por­to alle soluzioni adot­tate) più gli oneri di urban­iz­zazione (sis­temazione del­l’area ester­na) più il val­ore del­l’area più gli oneri com­ple­men­tari (inter­es­si pas­sivi sui finanzi­a­men­ti, spese di prog­et­tazione e di pub­blic­ità) più l’u­tile net­to del 10%. Tale prez­zo, comunque, non potrà essere supe­ri­ore a 1.500 euro per metro quadro di super­fi­cie com­mer­ciale. Il canone di locazione sarà invece pari al 4,50% del prez­zo di ces­sione. Il munici­pio stil­erà una grad­u­a­to­ria, pref­eren­zian­do i res­i­den­ti, le gio­vani cop­pie, col­oro che, pur abi­tan­do nei pae­si vici­ni, inten­dono trasferir­si a Salò, i dis­abili e quan­ti han­no rice­vu­to lo sfrat­to, ma non per morosità. Sarà pos­si­bile riven­dere (sem­pre a una cifra con­ven­zion­a­ta, riva­l­u­ta­ta in base ai para­metri Istat) solo dopo dieci anni dal­la fir­ma del rog­i­to notar­ile, a meno di gravi motivi. Il sin­da­co Gian­piero Cipani ha evi­den­zi­a­to che «ver­rà cop­er­to soltan­to un 10% del­la super­fi­cie com­p­lessi­va (cir­ca 11mila mq., ndr), per­chè il resto sarà trasfor­ma­to in verde e parcheg­gi. In com­pen­so abbi­amo tolto dal Piano rego­la­tore una vol­ume­tria di 12mila mc. nel­l’ex col­le­gio civi­co di via Brunati e 36mila in piaz­za­le Mar­tiri del­la Lib­ertà. Il nos­tro obbi­et­ti­vo è di favorire le gio­vani cop­pie, costrette ad andarsene via dal lago per i costi ele­vati. Per quan­to riguar­da l’edilizia sociale (anziani auto­suf­fi­ci­en­ti), abbi­amo mes­so in cantiere l’in­ter­ven­to in local­ità Gasìa, al Muro. Un altro lot­to, a Vil­la di Bura­go, sarà asseg­na­to alle coop­er­a­tive tradizion­ali». Il capogrup­po Bruno Faus­ti­ni, di Forza Italia, ha ripetu­ta­mente sot­to­lin­eato l’ap­petibil­ità per gli acquiren­ti (mas­si­mo, due mil­ioni e 900 mila lire al metro quadra­to), ricor­dan­do che l’am­min­is­trazione comu­nale stil­erà una grad­u­a­to­ria, in asso­lu­ta trasparen­za. Sod­dis­fat­to anche l’asses­sore Gabriele Cominot­ti. Le mino­ranze. Rai­mon­do Dal Dos­so ha boc­cia­to l’op­er­azione, aggiun­gen­do che, col tem­po, «potrà emerg­ere una volon­tà spec­u­la­ti­va, con truc­chi e sis­te­mi per elud­ere i palet­ti». Cinzia Gof­fi ha crit­i­ca­to la man­can­za di dati tec­ni­ci (per­izie, prog­et­to, tipolo­gia abi­ta­ti­va) ed eco­nomi­ci, soste­nen­do i 1.500 euro al metro quadro alla fine aumenter­an­no notevol­mente. Alber­to Comi­ni ha affer­ma­to che l’in­ter­ven­to non con­vince, e la con­ven­zione è l’ul­ti­ma di una serie di pro­poste messe sul piat­to; uguali i con­cetti espres­si da Alber­to Mari­no. Il vec­chio sta­dio, che por­ta­va il nome di Car­lo Amadei, il fonda­tore del­la Tas­soni, fu inau­gu­ra­to nel 1934. Dal­l’ot­to­bre ’43 all’aprile ’45 ospitò le eserci­tazioni del­la Guardia nazionale del­la Rsi di Ben­i­to Mus­soli­ni. Al ter­mine del­la guer­ra servì come base logis­ti­ca per le truppe amer­i­cane del­la Quin­ta arma­ta: gli spoglia­toi ven­nero trasfor­mati nel mag­a­zz­i­no delle armi che la gente dove­va con­seg­nare; le grad­i­nate diven­tarono un depos­i­to di gomme per gli automezzi. Sul ter­reno, le barac­che e le tende dei mil­i­tari, gui­dati dal gen­erale Lucian King Truscot. Nel ’46 la Bena­co ritornò in pos­ses­so del­la strut­tura, e riprese l’at­tiv­ità calcis­ti­ca. Da erboso qual era, il ret­tan­go­lo è sta­to poi trasfor­ma­to in ter­ra bat­tuta. Le squadre lo han­no uti­liz­za­to per molti anni, sia per gli allena­men­ti che per le gare. Pochi anni fa il traslo­co nel nuo­vo impianto inti­to­la­to a Lino Turi­na, in local­ità Due Pini, a 300 metri di distanza.

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