Temi dell’incontro sulla flessibilità del lavoro
Flessibilità del lavoro e manodopera straniera, sono stati i temi dell’incontro organizzato dal Circolo della Sinistra Giovanile Agorà, sabato scorso in sala civica. «La distanza dei due temi trattati – ha detto Alfredo Papa, segretario cittadino della Cgil – è solo apparente. Lavoratori stranieri e lavoratori atipici sono accomunati da una condizione di precarietà e incertezza, dalla necessità di veder tutelati i loro diritti. Il concetto di piena e buona occupazione è importante».
«Bisogna pensare a una società dove il lavoro è un valore non solo da un punto di vista aziendale, ma per l’intera società. Il lavoratore è prima di tutto un cittadino e tale deve restare anche all’interno dell’azienda. Gli importanti rinnovi contrattuali alle porte non dovranno mettere in discussione il contratto nazionale come contratto di solidarietà uguale per tutti».
Contratti di lavoro e diritti dei lavoratori
Daniele Soffiati, responsabile Nidil Cgil, ha poi ricordato che i contratti di collaborazione coordinata e continuativa e quelli di associazione in partecipazione troppo spesso sono usati per mascherare forme di lavoro dipendente, senza che siano garantiti gli stessi diritti». L’idea della libera contrattazione è iniqua – ha affermato Soffiati – per la disparità di potere esistente fra lavoratore e imprenditore.
Attenzione anche al lavoro interinale. Assimilabile al lavoro dipendente per garanzie e pensato per gestire i picchi produttivi e quale possibile forma di selezione prima di un’assunzione a tempo indeterminato, va spesso incontro a degenerazioni. «Non dimentichiamo poi che i lavoratori interinali si spostano da una parte all’altra del paese e devono affrontare il problema della casa e delle discriminazioni che incontrano».
Situazione dei lavoratori stranieri e le sfide sociali
Abdel Majid, responsabile Fillea Edili Cgil, ha sottolineato per i lavoratori stranieri la necessità di conoscere leggi e diritti, soffermandosi sugli aspetti sociali della convivenza e sulla necessità di case e spazi dove potersi esprimere. Ha chiuso l’incontro Andrea Spoladore, responsabile del Circolo, ricordando che negli Stati Uniti, dove si registra il più alto tasso di flessibilità, a un indice di disoccupazione di circa il 4 per cento corrisponde un indice di povertà che supera il 10 per cento, mentre nell’Europa continentale fra i due indici vi è una sostanziale corrispondenza.
A indicare che forse l’Europa insegna che l’occupazione è anche strumento di lotta alla povertà, non solo risposta alle esigenze della produzione.


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