Flessibilità del lavoro e manodopera straniera i temi dell'incontro organizzato dal Circolo della Sinistra Giovanile Agorà, sabato scorso in sala civica.

Castiglione, stranieri e atipici. Un quadro del lavoro precario

Di Luca Delpozzo

Flessibil­ità del lavoro e man­od­opera straniera i temi del­l’in­con­tro orga­niz­za­to dal Cir­co­lo del­la Sin­is­tra Gio­vanile Agorà, saba­to scor­so in sala civi­ca. «La dis­tan­za dei due temi trat­tati — ha det­to Alfre­do Papa, seg­re­tario cit­tadi­no del­la Cgil — è solo appar­ente. Lavo­ra­tori stranieri e lavo­ra­tori atipi­ci sono acco­mu­nati da una con­dizione di pre­ca­ri­età e incertez­za, dal­la neces­sità di ved­er tute­lati i loro dirit­ti. Il con­cet­to di piena e buona occu­pazione è importante».«Bisogna pen­sare a una soci­età dove il lavoro è un val­ore non solo da un pun­to di vista azien­dale, ma per l’in­tera soci­età. Il lavo­ra­tore è pri­ma di tut­to un cit­tadi­no e tale deve restare anche all’in­ter­no del­l’azien­da. Gli impor­tan­ti rin­novi con­trat­tuali alle porte non dovran­no met­tere in dis­cus­sione il con­trat­to nazionale come con­trat­to di sol­i­da­ri­età uguale per tutti».Daniele Sof­fiati, respon­s­abile Nidil Cgil, ha poi ricorda­to che i con­trat­ti di col­lab­o­razione coor­di­na­ta e con­tin­u­a­ti­va e quel­li di asso­ci­azione in parte­ci­pazione trop­po spes­so sono usati per mascher­are forme di lavoro dipen­dente, sen­za che siano garan­ti­ti gli stes­si diritti».L’idea del­la lib­era con­trat­tazione è ini­qua — ha affer­ma­to Sof­fiati — per la dis­par­ità di potere esistente fra lavo­ra­tore e imprenditore.Attenzione anche al lavoro interi­nale. Assim­i­l­abile al lavoro dipen­dente per garanzie e pen­sato per gestire i pic­chi pro­dut­tivi e quale pos­si­bile for­ma di selezione pri­ma di un’as­sun­zione a tem­po inde­ter­mi­na­to, va spes­so incon­tro a degenerazioni.«Non dimen­tichi­amo poi che i lavo­ra­tori interi­nali si spostano da una parte all’al­tra del paese e devono affrontare il prob­le­ma del­la casa e delle dis­crim­i­nazioni che incontrano».Abdel Majid, respon­s­abile Fil­lea edili Cgil, ha sot­to­lin­eato per i lavo­ra­tori stranieri la neces­sità di conoscere leg­gi e dirit­ti, sof­fer­man­dosi sug­li aspet­ti sociali del­la con­viven­za e sul­la neces­sità di case e spazi dove pot­er­si esprimere. Ha chiu­so l’in­con­tro Andrea Spo­ladore, respon­s­abile del Cir­co­lo, ricor­dan­do che negli Sta­ti Uni­ti, dove si reg­is­tra il più alto tas­so di flessibil­ità, a un indice di dis­oc­cu­pazione di cir­ca il 4 per cen­to cor­risponde un indice di povertà che supera il 10 per cen­to, men­tre nel­l’Eu­ropa con­ti­nen­tale fra i due indi­ci vi è una sostanziale corrispondenza.A indi­care che forse l’Eu­ropa inseg­na che l’oc­cu­pazione è anche stru­men­to di lot­ta alla povertà, non solo rispos­ta alle esi­gen­ze del­la produzione.