La società respira aria di crisi e il presidente Bortolazzi chiede 40 milioni ai soci. Uno dei quali è pronto a farsi avanti, anche per spostare gli equilibri.
La Provincia lombarda intende mettere 10 milioni da utilizzare per il rilancio dello scalo d

Catullo, Brescia vuole decidere

21/11/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Cat­ul­lo, Bres­cia vuole decidereLa Provin­cia lom­bar­da intende met­tere 10 mil­ioni da uti­liz­zare per il rilan­cio del­lo sca­lo di MontichiariL’aria di crisi che da mesi gra­va sull’aeroporto di Mon­tichiari ha investi­to anche Verona. Che la Cat­ul­lo fos­se in dif­fi­coltà nell’ambiente si sape­va. La voce cir­cola­va da un po’. Ma ved­er­lo scrit­to nero su bian­co nel­la let­tera che il pres­i­dente Fabio Bor­to­lazzi ha invi­a­to ai soci fa tutt’altro che piacere. Verona, in sostan­za, sarebbe sul pun­to di chi­ud­ere l’anno con una perdi­ta di 5 mil­ioni di euro, è in calo di passeg­geri e chiede ai soci 40 mil­ioni per raf­forzare la strut­tura patrimoniale.DENARO SUL PIATTO. La Provin­cia, uni­co socio bres­ciano «atti­vo» nel­la soci­età veronese dopo che la Cam­era di com­mer­cio si è chia­ma­ta fuori, intende inve­stire per la sua parte. Si par­la in questi giorni di 10 mil­ioni per il 2009. L’annuncio sarebbe arriva­to nel­la riu­nione di mag­gio­ran­za con­vo­ca­ta per dis­cutere le linee del bilan­cio di pre­vi­sione, che passerà in con­siglio la prossi­ma settimana.Il vicepres­i­dente del­la Provin­cia Aris­tide Peli con­fer­ma che «nel bilan­cio ci sarà una parte impor­tante di inves­ti­men­ti des­ti­nati all’aeroporto». Ma pre­cisa che la som­ma — di cui non speci­fi­ca l’entità — andrà uti­liz­za­ta per lo più per Bres­cia. «Sul resto parteciper­e­mo per la per­centuale che abbiamo».E in relazione ai con­ti in rosso del­la Cat­ul­lo com­men­ta: «Se ci chiedono di fare la nos­tra parte la fare­mo in per­centuale — pros­egue — ma dal pun­to di vista infra­strut­turale lo sca­lo di Mon­tichiari va rilanciato».Il vicepres­i­dente non si stupisce che dai piani dei verone­si siano scom­par­si gli inves­ti­men­ti per il piano di svilup­po di Verona e Bres­cia: «La situ­azione eco­nom­i­ca è quel­lo che è», com­men­ta. Ma pre­cisa che comunque la pres­i­den­za «è al lavoro per le con­sul­tazioni di cui il con­siglio ha dato manda­to» e intende «pre­dis­porre un nuo­vo asset­to in cui i bres­ciani con­ti­no e non solo per rip­i­anare i deb­iti. Bres­cia deve pot­er decidere».Dopo le ultime notizie sul­lo sta­to del­la Cat­ul­lo tor­na a far sen­tire la sua voce anche Fran­co Tam­buri­ni, pres­i­dente di Abem, la soci­età bres­ciana che pun­ta alla con­ces­sione del D’Annunzio.Da mesi, Tam­buri­ni non dice la sua sul­la vicen­da dell’aeroporto. Ha prefer­i­to chi­ud­er­si nel silen­zio in atte­sa che ci fos­sero svilup­pi da Roma. Ma le notizie che arrivano da Verona sono impor­tan­ti. «È scon­cer­tante — esor­disce Tam­buri­ni — che una soci­età come la Cat­ul­lo che ha in mano due asset strate­gi­ci non riesca a chi­ud­ere il bilan­cio non dico con degli utili, ma almeno piani­f­i­can­do degli investimenti».E alla richi­es­ta di aumen­to di cap­i­tale, per Tam­buri­ni, «qual­cuno deve dare risposte, per­ché si trat­ta anche di fon­di gesti­ti per la col­let­tiv­ità».