Due serate per gli amanti della tavola promosse da Slow Food

Cene con cibi genuini e rari

30/01/2004 in Enogastronomia
Di Luca Delpozzo

Una cena nel nome delle bio­di­ver­sità. Det­to così suona stra­no. Allo­ra andi­amo con ordine. La cena è quel­la pro­gram­ma­ta in due ser­ate, oggi e domani, alla trat­to­ria Vec­chia Mal­ce­sine. Lean­dro Lup­pi, padrone di casa, e Francesco “Franchi­no” Gigliot­ti, dell’enoteca La Gibi­gian­na di Bar­baresco, pun­to di mesci­ta dell’Enoteca regionale del Bar­baresco, pre­sen­tano in entram­bi gli appun­ta­men­ti una cena coi piat­ti del­la cuci­na piemon­tese e veronese. Cias­cu­na por­ta­ta è abbina­ta a una Bar­bera e ad un Valpo­li­cel­la: sei piat­ti e sei vini (più due dessert, gius­to per gradire). Orga­niz­zano le con­dotte di Slow Food dell’Alto Gar­da e del Gar­da Veronese. Le bio­di­ver­sità sono i prodot­ti del­la ter­ra, del­la natu­ra, quel­li autoc­toni. Slow Food ne ha fat­to una bandiera. Pri­ma risco­pren­done e rimet­ten­done sul mer­ca­to un centi­naio in Italia, poi esportan­do il mod­el­lo nel mon­do. Tant’è che il movi­men­to, iden­ti­fi­ca­to dal logo del­la chioc­ci­o­la (un elo­gio alla lentez­za in con­trap­po­sizione col mod­el­lo del­la «fast life», del­la vita veloce, e del «fast food») ha dato vita addirit­tura ad una Fon­dazione per le bio­di­ver­sità, final­iz­za­ta a sostenere prog­et­ti di sal­va­guardia di beni agri­coli e nat­u­rali in tutte le par­ti del mon­do, dall’India alla fores­ta amaz­zon­i­ca, dal Mes­si­co al Burk­i­na Faso. Ed è pro­prio a ques­ta Fon­dazione che ver­rà devo­lu­to il trenta per cen­to dell’incasso delle due ser­ate, pro­poste ad una quo­ta di 50 euro cias­cu­na, com­pren­si­va di una bot­tiglia di Valpo­li­cel­la e di una di Bar­bera d’Alba da portare a casa. Già, per­ché Valpo­li­cel­la e Bar­bera d’Alba sono i vini pro­tag­o­nisti del­la doppia cena. A tavola si berra­no i Valpo­li­cel­la tar­gati Vil­la Belli­ni, La Gia­ret­ta e San­ti e le Bar­bere di Var­al­do, Fun­tanin e Bar­ic­chi. In tavola sarà un alternar­si di verone­sità e di sapori di Lan­ga: peper­oni in bagna cau­da, cotechi­no e purè, ravi­o­li del plin, taiadèle all’anara, brasato alla Bar­bera, bol­li­to con la pearà, bonet, sfor­mati­no al pan­doro. I posti sono lim­i­tatis­si­mi: 25 al mas­si­mo per cias­cu­na ser­a­ta: occorre preno­tare allo 045.740.0469.