A rischio il rifugio di S. Martino. Il Comune allarga le braccia: «Non si può fare nulla». Appello dell’associazione Raf per altri 70 animali accuditi da privati

Cento gatti rischiano lo sfratto

03/02/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Per gli aman­ti degli ani­mali e per le isti­tuzioni di Sirmione è par­ti­ta una doppia cor­sa con­tro il tem­po per sal­vare cir­ca cen­toset­tan­ta gat­ti da un futuro incer­to. Su una colo­nia di cir­ca cen­to feli­ni pende lo sfrat­to annun­ci­a­to dal pro­pri­etario del ter­reno agri­co­lo sit­u­a­to a San Mar­ti­no del­la Battaglia, al con­fine tra Sirmione e Desen­zano. Altri set­tan­ta gat­ti «chiedono» aiu­to a pochi chilometri di dis­tan­za: sono quel­li rac­colti e accu­d­i­ti amorevol­mente da Lia, tito­lare del­la «Tana dei pic­coli ami­ci», una pen­sione per ani­mali con annes­so cen­tro toelet­tatu­ra in via divi­sione Acqui, a Sirmione. L’appello, al quale si unisce Isabelle Daubresse, respon­s­abile dell’associazione «Raf» e pio­niera nell’attività di assis­ten­za di cani e gat­ti nel­la zona del bas­so Gar­da, è sta­vol­ta acco­ra­to ed è riv­olto all’opinione pub­bli­ca ed alle isti­tuzioni locali. «In vent’anni — spie­ga Lia — mal­gra­do l’opera di ster­il­iz­zazione, abbi­amo dovu­to accogliere decine di gat­ti abban­do­nati da gente insen­si­bile: il negozio è sta­to scam­bi­a­to, purtrop­po, per un gat­tile. Io e mia sorel­la — con­tin­ua — sti­amo ded­i­can­do la nos­tra vita alla soprav­viven­za dei gat­ti, per­ché non vogliamo abban­donarli. Nel mio locale e in casa ne abbi­amo qua­si set­tan­ta: sfamar­li, vac­ci­narli e curar­li ci cos­ta migli­a­ia di euro all’anno. Dal 1985 abbi­amo spe­so oltre 50 mila euro e dovu­to vendere anche una nos­tra casa altri­men­ti avrem­mo dovu­to chi­ud­ere l’attività». Ma la situ­azione più dram­mat­i­ca è nel­la colo­nia che si tro­va a San Mar­ti­no dove vivono un centi­naio di gat­ti che rischi­ano di dover sparire in quan­to l’anziano pro­pri­etario ha las­ci­a­to inten­dere di non pot­er più con­sen­tire l’occupazione dei mici. L’operazione non è delle più sem­pli­ci. Occor­rerebbe indi­vid­uare un altro ter­reno e, con le dovute cautele, trasferire tut­ti gat­ti: la legge infat­ti vieta la dias­po­ra delle colonie di feli­ni. Attual­mente gli ani­mali del­la colo­nia vivono in due con­tain­er; la zona è recin­ta­ta. Una strut­tura che, però, è fatis­cente e affat­to sicu­ra per i gat­ti: in caso di mal­tem­po per­sis­tente l’allagamento dei con­tain­er è in aggua­to. «Abbi­amo chiesto aiu­to al Comune di Sirmione — osser­va Lia — dal quale vor­rem­mo più aiu­ti e la pos­si­bil­ità di ottenere un ter­reno, non impor­ta in che con­dizioni». E allo­ra la migliore soluzione sarebbe quel­la di reperire un’area nei parag­gi dell’attuale colo­nia, poi una col­lab­o­razione più conc­re­ta da Desen­zano e Sirmione per aiutare l’associazione in maniera ancor più tan­gi­bile di quan­to sia già fat­to. Difat­ti, l’assessore Gior­dano Sig­nori assi­cu­ra che «di tan­to in tan­to abbi­amo eroga­to qualche aiu­to finanziario all’associazione per assis­tere i gat­ti: l’ultimo con­trib­u­to è sta­to di 800 euro, ma di più non pos­si­amo fare». A San Pietro, frazione di Desen­zano, esiste da quat­tro anni un canile inter­co­mu­nale ma per il gat­tile non se n’è fat­to più nul­la per­ché, come fa notare l’Asl, è più oppor­tuno che i gat­ti resti­no nelle colonie. Per aiutare Lia e le sue attiv­ità in stret­to col­lega­men­to con l’associazione «Raf» si può anche adottare a dis­tan­za un gat­to con una mod­i­ca spe­sa. Bas­ta tele­fonare ai numeri 030–9904139 o 330–603594.