Come reagirà il settore online all’applicazione del Decreto Dignità? Pregi e difetti del provvedimento legislativo

17/04/2019 in Attualità
A Sona
Di Redazione

È una cresci­ta ver­ti­cale quel­la che ha vis­to pro­tag­o­nista il seg­men­to dei cas­inò online. I dati, infat­ti, dis­eg­nano una situ­azione rosea, flori­da e pos­i­ti­va: 50 euro men­sili di spe­sa media pro capite, una cresci­ta di prof­itti del gio­co che arri­va a 350 mil­ioni di euro di introiti per i soli cas­inò online, al cui inter­no la fet­ta più impor­tante è des­ti­na­ta alle slot machine, che da sole atti­ra­no la metà del­la spe­sa totale gen­er­a­ta. Una cresci­ta che va di pari pas­so alla dif­fu­sione cap­il­lare, non più vin­co­la­ta ai luoghi fisi­ci ma che attra­ver­so inter­net (e la sua sem­pre mag­giore veloc­ità) e la tec­nolo­gia mobile sta lenta­mente rag­giun­gen­do ogni stra­to del­la popo­lazione. Basti pen­sare che l’età media allarga la sua for­bice: siamo tra i 25 e i 45 anni, soprat­tut­to uomi­ni, soprat­tut­to del centro-sud.

I pri­mi report del 2019 con­fer­mano le attese pos­i­tive che nutrivano gli esper­ti: i cas­inò online han­no sem­pre più introiti e reg­is­trazioni sulle rispet­tive piattaforme ed ad atti­rar­li sono soprat­tut­to le slot di nuo­va gen­er­azione, che dom­i­nano il seg­men­to sia a liv­el­lo di incas­si che di uten­ze. Tra le stime non rien­tra­no anco­ra gli introiti e le spese derivate dalle inserzioni pub­blic­i­tarie, di cui par­lere­mo più tar­di soprat­tut­to in relazione al Decre­to Dig­nità, ma quel­lo che risul­ta evi­dente è l’esistenza di un baci­no eco­nom­i­co inter­es­sante per inves­ti­men­ti da parte di oper­a­tori nazion­ali e internazionali.

Abbi­amo nom­i­na­to il Decre­to Dig­nità, la legge volu­ta dal Min­istro del lavoro Lui­gi Di Maio, forte­mente crit­i­ca­to dal set­tore del gam­bling. Volu­ta per lim­itare i dan­ni col­le­gati alla ludopa­tia (riducen­do la sua espo­sizione ver­so per­sone più sen­si­bili) e per ren­dere questo set­tore più sicuro e respon­s­abile, la legge rischia di essere un boomerang neg­a­ti­vo. Il Decre­to infat­ti prevede for­ti lim­i­tazioni per la pub­blic­ità del gio­co e colpirà sia quel­la diret­ta che quel­la indi­ret­ta. Il nodo del­la ques­tione verte soprat­tut­to sull’articolo 9, dove, sec­on­do gli esper­ti, sarà nec­es­sario rivedere i con­fi­ni di liceità tra infor­mazione e pub­blic­ità rispet­to a tutte le piattaforme sui cui ques­ta potrà essere veico­la­ta. Si prevede infat­ti una fase in cui saran­no riesam­i­nate le piattaforme social e web, i cartel­loni pub­blic­i­tari, i ban­ner, le attiv­ità fisiche che offrono pre­mi di gio­co men­tre, entro il 2022, tutte le tradizion­ali slot machine saran­no aggior­nate e sos­ti­tu­ite con altre, per il cui acces­so sarà fon­da­men­tale la tessera san­i­taria mag­net­i­ca. Un provved­i­men­to che sarebbe dovu­to essere oper­a­ti­vo dai pri­mi di gen­naio 2019, ma la data ora è slit­ta­ta al prossi­mo luglio.

A pre­oc­cu­pare gli esper­ti sono, soprat­tut­to, gli effet­ti del­la man­ca­ta infor­mazione sull’utenza. Il pri­mo ris­chio è quel­lo del­la pro­lif­er­azione del gio­co d’azzardo ille­gale: meno pub­blic­ità vuol dire meno infor­mazione respon­s­abile, meno dif­feren­zi­azione tra piattaforme cer­tifi­cate e quelle prive di con­trol­lo e di autor­iz­zazione. È quel­lo che i tec­ni­ci chia­mano “som­mer­so”, un sot­to­bosco poten­zial­mente cat­a­strofi­co. Tra gli effet­ti pos­i­tivi annove­ri­amo invece il RUA (Reg­istro Uni­co delle Autoesclu­sioni), un modo per­son­ale e indipen­dente per allon­ta­nar­si dal gio­co e da tutte le piattaforme di azzardo.

Pre­gi e difet­ti, insom­ma, di cui occorre anco­ra dis­cutere e su cui i leg­is­la­tori devono con­frontar­si con gli addet­ti ai lavori. Per non intac­care un’industria in salute.