Dopo l’uscita di Desenzano e Sirmione, situazione critica. Una lettera alla Regione per cercare di salvare l’organismo

Comunità, ultimo appello «Più competenze o morte»

12/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La ha lan­ci­a­to un gri­do di dolore: o le ven­gono affi­dati nuovi com­pi­ti o chi­ude. L’assem­blea svoltasi l’al­tra sera a Gar­done Riv­iera ha pre­so atto del­la situ­azione cre­atasi con l’us­ci­ta di Desen­zano (la local­ità più popolosa del baci­no) e Sirmione. E ha deciso di inviare un mes­sag­gio a Regioni, Province e par­la­men­tari, approvan­do il seguente doc­u­men­to: «Ritenu­ta la neces­sità di assi­cu­rare la con­ti­nu­ità, il raf­forza­men­to e il rin­no­va­men­to del­l’azione del­la Comu­nità, che rap­p­re­sen­ta l’u­ni­ca sede per incon­trar­si e armo­niz­zarsi in maniera non dis­con­tin­ua nè episod­i­ca», delib­era di chiedere «la cos­ti­tuzione di una soci­età inter­re­gionale per la ges­tione del­la pub­bli­ca sul Gar­da, così come spec­i­fi­ca­to nel­la legge nazionale 422 del ’97 e in quelle region­ali (Lom­bar­dia n. 22 del ’98 e Vene­to n. 25 sem­pre del ’98), l’is­ti­tuzione di un osser­va­to­rio tur­is­ti­co per­ma­nente, l’or­ga­niz­zazione di un cen­tro per­ma­nente di indagine di con­trol­li coor­di­nati sul­lo sta­to delle acque sia sul­l’aspet­to qual­i­ta­ti­vo (bio­logi­co, chim­i­co, fisi­co) che quan­ti­ta­ti­vo (liv­el­li), e di un servizio coor­di­na­to per la sicurez­za in acqua e in ter­ra. Dà manda­to al diret­ti­vo di cos­ti­tuire un comi­ta­to politi­co-isti­tuzionale (…) allo scopo di indi­vid­uare e porre in essere ogni idonea inizia­ti­va, com­pre­sa l’even­tuale trasfor­mazione in ente di dirit­to pub­bli­co, da sot­to­porre all’ap­provazione del­l’assem­blea gen­erale entro sei mesi». Il pres­i­dente Pino Mongiel­lo, ex sin­da­co di Salò, ha tenu­to la relazione intro­dut­ti­va, ricor­dan­do l’at­tiv­ità svol­ta negli ulti­mi anni: l’ac­cor­do col Min­is­tero dei trasporti per l’at­ti­vazione del­la Guardia costiera, la lot­te­ria nazionale, l’Es­tate musi­cale del Gar­da, il Som­merser­vice (il notiziario del­l’Au­to­mo­bil club tedesco), i cor­si di for­mazione per gli addet­ti alla ris­torazione, la real­iz­zazione del­la car­ta nau­ti­ca-tur­is­ti­co-stradale in tre lingue, la reim­postazione del por­tale infor­mati­co con la Easy Lake, l’an­nuario del­la ricettiv­ità (l’edi­zione 2005 è già sta­ta stam­pa­ta in 50mila copie, la metà delle quali dif­fuse attra­ver­so l’En­it), il notiziario trimes­trale in 40mila copie, i lib­ri (l’ul­ti­mo: “I seg­ni del sacro”). Mongiel­lo ha spie­ga­to che la Comu­nità soprav­viverà solo se potrà gestire quat­tro set­tori: la nav­igazione sul lago, la qual­ità e quan­tità delle acque, la sicurez­za, l’osser­va­to­rio del tur­is­mo. «Se così non sarà — ha con­clu­so il pres­i­dente — bisogn­erà prevedere lo sman­tel­la­men­to, col­lo­can­do il per­son­ale pres­so altri enti o, nel­la peg­giore delle ipote­si, licen­zian­do­lo. Non vor­rem­mo assis­tere all’e­so­do pro­gres­si­vo dei soci, con qual­cuno che res­ta col ceri­no in mano, col solo obbli­go di una respon­s­abil­ità morale che non deve essere per­son­ale ma col­le­giale». Vale­rio Pri­gnachi, asses­sore del­la Provin­cia di Bres­cia, ha aggiun­to che la Comu­nità non può più con­tin­uare come sem­plice asso­ci­azione, ma deve evol­vere sul piano giuridi­co. Clau­dio Moli­nari, ex sin­da­co di Riva, ora con­sigliere del­la Provin­cia autono­ma di Tren­to, ha crit­i­ca­to l’at­teggia­men­to di Desen­zano («è politi­ca­mente offen­si­vo dire di vol­er rilan­cia­re l’ente, andan­do via»). Mongiel­lo ha aggiun­to che sia Desen­zano che Sirmione dovran­no pagare la quo­ta di iscrizione 2005, aven­do dato dis­det­ta dopo i ter­mi­ni sta­bil­i­ti. Approva­to il bilan­cio pre­ven­ti­vo (le entrate ordi­nar­ie ammon­tano a 582 mil­ioni di euro più 146 mil­ioni di stra­or­di­nar­ie), si è poi dis­cus­so del­la deca­den­za del vicepres­i­dente Gio­van­ni Zap­palà, ex sin­da­co di Bren­zone, e di Ade­lio Zanel­li, asses­sore al tur­is­mo di Desen­zano, ex pres­i­dente del­la Comu­nità. Da tem­po i due non parte­ci­pano più alle riu­nioni del diret­ti­vo, e la statu­to prevede che vengano can­cel­lati. La pro­pos­ta di sos­ti­tuir­li con Gian Pao­lo Bert­era (per la spon­da veronese) e Emanuele Gius­tac­chi­ni (per quel­la bres­ciana) non ha ottenu­to con­sen­si. Il diret­ti­vo pros­eguirà quin­di con otto uomi­ni, anzichè dieci. I nomi: Giuseppe Mongiel­lo, Davide Bendinel­li, sin­da­co di Gar­da, Mar­cel­lo Cobel­li e Mar­cel­lo Beschi di Toscolano Mader­no, Vicen­zo Ces­chi­ni, geol­o­go, di Riva, Anto­nio Pasot­ti, asses­sore a Gar­da, Bruno Righet­ti di Man­to­va e Clara Meri­ci. Alla fine approva­ta la mozione di sol­i­da­ri­età a favore del­l’ospedale S.Corona di Fasano, di pro­pri­età del Civile di Brescia.