Incontro sui problemi aperti. Chincarini: «I trasporti sono carenti»

Confcommercio e i sindaci:«Orari comuni per i negozi»

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Una lun­go incon­tro, poi il buf­fet a base di pane e sop­pres­sa. Chiusura caserec­cia ma apprez­za­ta da sin­daci e ammin­is­tra­tori del Gar­da-Bal­do che nel­la sede di Con­f­com­mer­cio a Verona han­no parte­ci­pa­to a un incon­tro su alcune tem­atiche legate a tur­is­mo e attiv­ità del terziario. Assente il pres­i­dente Fer­nan­do Moran­do, in trasfer­ta alla fiera di Berli­no, a guidare i lavori è sta­to il vicepres­i­dente Mau­r­izio Danese.«Crediamo che con un dial­o­go sin­er­gi­co e costrut­ti­vo si pos­sa crescere e miglio­rare», ha det­to, sol­lecitan­do gli ammin­is­tra­tori ad armo­niz­zare gli orari di chiusura dei locali. Anche per evitare, ha ricorda­to il diret­tore dell’Ugav Giuseppe Altomare, di con­fondere il tur­ista in vil­leg­giatu­ra sul Gar­da, che ama spostar­si tra diver­si pae­si del­la Riviera.In evi­den­za anche le novità introdotte dal dis­eg­no di legge regionale sul com­mer­cio che potrebbe aprire le porte a ulte­ri­ori inse­di­a­men­ti di gran­di dimen­sioni; per­ciò Gior­gio Sar­tori, diret­tore gen­erale di Con­f­com­mer­cio, ha invi­ta­to gli ammin­is­tra­tori a difend­ere il tes­su­to dei pic­coli negozi con un’attenta polit­i­ca ter­ri­to­ri­ale. «Nel dis­eg­no di legge si prevede un ampli­a­men­to in Vene­to, nei prossi­mi cinque anni, di 155 mila metri qua­drati per le gran­di strut­ture com­mer­ciali e il tut­to affida­to con ampia dis­crezion­al­ità alla giun­ta di palaz­zo Bal­bi», ha sot­to­lin­eato Sar­tori che al pari di Nico­la Bal­do e Giampao­lo Pola­to, del diret­ti­vo di Con­f­com­mer­cio, ha sot­to­lin­eato l’importanza di val­oriz­zare i cen­tri storici.«Basta poi che gli stes­si com­mer­cianti non si lamenti­no solo per­ché decidi­amo di chi­ud­ere il cen­tro del paese dal pas­sag­gio delle auto», ha rib­a­di­to il sin­da­co di Valeg­gio Albi­no Pezzi­ni. All’incontro ha parte­ci­pa­to anche il pri­mo cit­tadi­no di Tor­ri che oltre a porre l’accento sulle gravi caren­ze del­la via­bil­ità garde­sana ha evi­den­zi­a­to come gli orari diver­si­fi­cati penal­izzi­no pesan­te­mente i comu­ni verone­si con­fi­nan­ti con i pae­si lom­bar­di. In par­ti­co­lare Pas­sionel­li, come il suo col­le­ga di Peschiera , ha ricorda­to come i sal­di, in Lom­bar­dia, scat­ti­no nel­la pri­ma set­ti­mana di luglio, sette giorni pri­ma di quel­lo che avviene in ter­ra scalig­era. Anche per questo ha annun­ci­a­to che a breve la , di cui è vicepres­i­dente, riu­nirà gli oper­a­tori del­la spon­da lom­bar­da e veronese. Umber­to Chin­car­i­ni, dal can­to suo, ha mes­so in luce l’ inef­fi­cien­za dei attuali mezzi di trasporto: dagli auto­bus, «vec­chi e inquinan­ti, alla che dà un servizio lim­i­ta­to e sen­za orari di rifer­i­men­to, una poten­zial­ità inespressa».Infine, Sar­tori ha ricorda­to che dal 10 aprile scat­terà la legge regionale sul­la chiusura alle due di notte dei locali veneti di intrat­ten­i­men­to: il ris­chio, ha denun­ci­a­to, «è che in ore not­turne ci sia un eso­do di gio­vani dal­la spon­da veronese alle Regioni lim­itrofe dove invece si potrà tenere aper­to fino alle quat­tro, con perdi­ta di incas­si, di indot­to e più rischi di inci­den­ti sulle strade».