Nel 1991 i residenti erano 2.000, ora sono quasi raddoppiati

Crescono gli abitantie le scuole scoppiano

Di Luca Delpozzo
Enrico Grazioli

Le scuole sono parte fon­da­men­tale di un paese. E a Cal­vagese del­la Riv­iera, a causa del sostanzioso incre­men­to di abi­tan­ti, sono diven­tate strette e prob­lem­atiche. Mag­gio­ran­za e mino­ran­za si dicono favorevoli alla costruzione di un nuo­vo polo sco­las­ti­co ma un ricor­so al tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo pre­sen­ta­to dall’opposizione di fat­to bloc­ca l’inizio dei lavori. Intan­to i gen­i­tori rac­col­go­no firme.NEL 1991 i cal­va­gesi­ni era­no poco meno di 2000, negli anni la popo­lazione è aumen­ta­ta fino agli attuali 3400. Le scuole sono diven­tate pic­cole. «Non sono indeco­rose — chiarisce il sin­da­co Ivana Palestri — sono inadeguate». Ed è vero, le aule sono piene. I più pic­coli riescono a divider­si tra l’asi­lo comu­nale e quel­lo gesti­to dalle suore orso­line. Alle ele­men­tari è sta­ta sac­ri­fi­ca­ta la palestra inter­ra­ta per ottenere altre aule. Le medie sono quelle che più sof­frono la situ­azione. Lo stes­so diri­gente del cir­co­lo didat­ti­co di Maner­ba, Gian­pao­lo Comi­ni, è pre­oc­cu­pa­to per la situ­azione: «La strut­tura ora è satu­ra — affer­ma -: ser­vono più aule». E chi non ci sta, è costret­to ad «emi­grare». Al momen­to man­ca anche il servizio men­sa, un servizio essen­ziale soprat­tut­to quan­do entram­bi i gen­i­tori lavo­ra­no. Palestri ne è con­sapev­ole e spie­ga: «Il nuo­vo polo sco­las­ti­co è un pun­to impor­tante del nos­tro pro­gram­ma. In una paese ci sono sem­pre prob­le­mi da risol­vere, ma la scuo­la è fondamentale».NEI PROGETTI il nuo­vo polo sco­las­ti­co è pre­vis­to vici­no all’at­tuale palazzet­to del­lo sport, uti­liz­z­abile anche dal­la scuo­la. I sol­di sono sta­ti reper­i­ti tramite lot­tiz­zazione: 1.2 mil­ioni di euro da Anthe­sa Srl per ter­reni arti­gianali e 444 mila euro da San Loren­zo Costruzioni Srl per ter­reni abi­ta­tivi. Ma un ricor­so al tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo, benché non osta­ti­vo, di fat­to ha bloc­ca­to tutto.Giuseppe Piz­za­miglio, con­sigliere di mino­ran­za, speci­fi­ca: «Non abbi­amo bloc­ca­to la scuo­la, ma la sven­di­ta del ter­ri­to­rio». «Il nos­tro obi­et­ti­vo è far­la il pri­ma pos­si­bile — repli­ca il sin­da­co -. Ora il ricor­so ci ha bloc­ca­to, ma non voglio nem­meno pen­sare che pos­sa venire accolto e mi auguro che ven­ga pre­sa una deci­sione in tem­pi brevi».Ad essere pre­oc­cu­pati sono i gen­i­tori, che temono per il futuro dei figli e non vedono iniziare i lavori. A novem­bre ave­vano pre­sen­ta­to al sin­da­co una rac­col­ta firme, il mese scor­so ne han­no fat­ta un’altra: le scuole scop­pi­ano e vogliono risposte in tem­pi rapidi.

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