E' stata una giovane promessa del canto. Ora insegna storia dell'arte al Depero di Rovereto

Dal palco di Sanremo all’altare di Gaudì

11/11/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
gl.m.

Non è la pri­ma vol­ta che Bar­bara Tam­buri­ni ass­apo­ra il gus­to del suc­ces­so. Gli applausi del­la gente li rac­coglie da diver­si anni, fin da quan­do, gio­vanis­si­ma, si esi­bi­va al piano bar di molti locali del­la zona. Poi c’è sta­ta, a metà degli anni Novan­ta, l’es­pe­rien­za san­remese con la parte­ci­pazione dap­pri­ma, qua­si per caso, ad «Una voce per San­re­mo» e quin­di al vero e pro­prio con­cor­so per debut­tan­ti nel­la cit­tà dei fiori. «Ho sped­i­to il mio nas­tro qua­si per scher­zo — rac­con­ta Bar­bara — ma sen­za alcu­na prete­sa. Di vol­ta in vol­ta mi comu­ni­ca­vano che ave­vo super­a­to la fase suc­ces­si­va delle selezioni, da regionale a trivene­to e via dicen­do, e io ci sor­ride­vo su. Al ter­mine delle selezioni sta­ta chia­ma­ta a Roma per la finale di “Una voce per San­re­mo” che ho vin­to guadag­nan­do­mi l’ac­ces­so gra­tu­ito alle finali di San­re­mo Gio­vani dove mi sono piaz­za­ta 19ª men­tre alla finalis­si­ma pas­sa­vano i pri­mi 17. Ma non me la sono pre­sa, è sta­ta una bel­la espe­rien­za. Per sfon­dare in questo cam­po bisogna scen­dere a cer­ti com­pro­mes­si… Sono con­tenta di quel­lo che fac­cio, can­to per pas­sione». Già voce dei Mis­antropi ora si esi­bisce con la sua Chat Noir Orches­tra. L’an­no scor­so, sot­to le spoglie di “Elba”, ha inciso il bra­no dance “Amore” che ha spopo­la­to nelle dis­coteche del­la Riv­iera e in mez­zo mon­do alla pari dei vari D’Agosti­no ed Eif­fel 65.