Quasi salvi i due tigli accusati di sporcare

Davanti al municipio

10/02/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Sal­vati a metà. L’intervento del con­sigliere comu­nale Dami­ano Chiesa ha imped­i­to, almeno per il momen­to, l’abbattimento di uno dei due lec­ci che crescono a ridos­so dell’entrata del palazzet­to munic­i­pale. Nei giorni scor­si l’esponente di mino­ran­za, men­tre si reca­va al lavoro, non ave­va nascos­to tut­to il suo stu­pore nel vedere alcu­ni operai comu­nali tagliare con la moto­sega una delle due piante messe a dimo­ra cir­ca vent’anni fa, per una spe­sa attorno alle 800 mila lire. «Ho chiesto spie­gazioni anche per­ché l’albero non era sec­co e nem­meno affet­to da alcun fun­go: per tut­ta rispos­ta mi è sta­to det­to che loro sta­vano solo eseguen­do un ordine rice­vu­to in munici­pio». Indis­pet­ti­to, Pietro Chiesa, dopo aver pre­ga­to gli operai di sospendere il lavoro, si è diret­to a Palaz­zo Gel­met­ti per le rimostranze del caso, quan­do per stra­da ha incon­tra­to casual­mente il sin­da­co Arman­do Fer­rari. «È vero», con­fer­ma il pri­mo cit­tadi­no, «era irri­ta­to e non poco, ma ad essere sin­ceri io stes­so non ero a conoscen­za di nul­la, tan­to da invi­tar­lo a chiedere lumi all’ufficio tec­ni­co». Det­to e fat­to. «Inizial­mente ho rice­vu­to risposte eva­sive, al lim­ite dell’assurdità, poi mi è sta­to con­fer­ma­to che è sta­ta una deci­sione pre­sa dal­la Giun­ta comu­nale», riprende Chiesa. «Le moti­vazioni? Le due piante sporcano, arrecano umid­ità e sono in una posizione infe­lice». Dall’ufficio tec­ni­co preferiscono non com­mentare e cortese­mente invi­tano a par­lare con il sin­da­co. «Non vedo dove sia il prob­le­ma», affer­ma Arman­do Fer­rari, «quelle due piante, che tra l’altro bat­te­vano con­tro la gronda­ia, le fac­cio togliere e le sos­ti­tu­is­co con due olivi. Mi sem­bra semplice».