RUBATO IL FURGONE DEI RAGAZZI DI CHERNOBYL Amare riflessioni nell’intervista con il presidente Fabio Perin

Desenzano furto ai danni di Garda Solidale

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Nem­meno le asso­ci­azioni di volon­tari­a­to, orga­niz­zazioni dove la gente dà sen­za rice­vere, si sal­vano da ladri e mal­viven­ti. Sta­vol­ta è sta­ta pre­sa di mira Gar­da Sol­i­dale, asso­ci­azione che da anni si occu­pa del­la salute dei bam­bi­ni bielorus­si col­pi­ti dalle radi­azioni del dis­as­tro nucleare di Cher­nobyl. Negli ulti­mi anni infat­ti il sodal­izio, che – ripeti­amo — lavo­ra basan­dosi sul volon­tari­a­to e non ha fini di lucro, è rius­ci­to gra­zie alla col­lab­o­razione di centi­na­ia di famiglie ad ospitare nei mesi estivi almeno 4.000 ragazzi. Per gli sposta­men­ti, l’associazione ave­va uti­liz­za­to un fur­gone Fiat Duca­to di col­ore bian­co che reca sui fianchi logo e scritte di Gar­da Sol­i­dale. Ebbene i ladri si sono impadroni­ti del fur­gone che era sta­to parcheg­gia­to in via Allende davan­ti all’abitazione del pres­i­dente Fabio Perin. I mal­viven­ti, forza­ta la portiera, han­no col­le­ga­to i fili. La sparizione è sta­ta scop­er­ta la mat­ti­na e denun­ci­a­ta ai . Fin qui la notizia: triste, avvi­lente per non dire di peg­gio. Ne abbi­amo par­la­to con il pres­i­dente del sodal­izio, Fabio Perin, demor­al­iz­za­to e delu­so. Esordisce:“Ti alzi al mat­ti­no, hai anco­ra son­no. Come mai? è vero ieri sera ho fat­to tar­di, ma non sei anda­to a diver­tir­ti, ave­vi una riu­nione del­la Asso­ci­azione. C’eravamo tut­ti: Rug­gero che per venire in sede si fa 100 Km, Lui­gi che ne fa 160; su 10 volon­tari solo due han­no la for­tu­na di non abitare lon­tano. Le riu­nioni finis­cono nor­mal­mente ver­so le undi­ci, poveretti arrivano a casa sicu­ra­mente dopo la mez­zan­otte e al mat­ti­no di nuo­vo al lavoro”.- Forse ve l’hanno già chiesto: non vi è mai venu­to un momen­to di sconforto?“No, anche se non sem­pre è facile. Il nos­tro tem­po libero lo dedichi­amo agli altri. Gio­van­ni, che è in pen­sione, invece di andare a gio­care a carte gira tut­to il giorno con la sua macchi­na per rac­cogliere mate­ri­ale per le famiglie povere; alla sera, poi, smista tut­to il mate­ri­ale rac­colto, lo inscat­o­la, lo sud­di­vide, lo pesa, lo prepara pron­to per il Tir. Cer­to, pro­prio per quel Tir con il quale man­di­amo via il tut­to e che paghi­amo prati­ca­mente con le nos­tre tasche. Gior­gio fa l’operaio, lavo­ra in fab­bri­ca e al saba­to (suo uni­co giorno di lib­ertà) va nel mag­a­zz­i­no che ci han­no presta­to, smista anche lui il mate­ri­ale e con un fur­gon­ci­no lo va a pren­dere da Gian­ni. Alla fine fan­no girare più di 2000 scat­oloni. Davide e sua moglie ci han­no presta­to il mag­a­zz­i­no, un grande garage sot­to casa, anche loro ci aiu­tano, nes­suno glielo ha chiesto, ma lo fan­no volen­tieri anche se non sono più tan­to gio­vani”.- C’è sem­pre movimento…“Vero, ma non è fini­ta. Ad esem­pio, c’è l’aeroporto, dove Lucia è sem­pre pre­sente, per­ché fac­ciamo arrivare nell’arco di tre mesi più di 450 bam­bi­ni: i bam­bi­ni di Cher­nobyl che arrivano non solo al saba­to o alla domeni­ca — se così fos­se passerem­mo in aero­por­to il nos­tro giorno libero – ma durante tut­ta la set­ti­mana ed a orari impens­abili. E dob­bi­amo ringraziare anche il mar­i­to di Lucia che accetta di restare peri­odica­mente solo sul lavoro. Poi, a bor­do pista, ritro­vi­amo Lui­gi, mag­a­ri è mart­edì e si è pre­so un giorno di ferie, è arriva­to con il pull­man da Berg­amo. C’è anche Mar­co che viene da , per portare i bam­bi­ni alle famiglie ital­iane, quelle famiglie che usano le loro ferie – ed in più con­tribuis­cono anche finanziari­a­mente — per ospitare un bam­bi­no di Cher­nobyl”. — La vos­tra asso­ci­azione, Gar­da Sol­i­dale, su quali introiti può contare?“Su nes­suno. Non abbi­amo alcun introito da impre­sa, diret­ta o indi­ret­ta. Ma le spese ci sono: i tele­foni, gli sposta­men­ti da e per l’aeroporto, tut­ta la doc­u­men­tazione, i fax, le foto­copie. Così ce ne fac­ciamo cari­co noi per­sonal­mente, di tas­ca nos­tra. Pao­lo è in pen­sione e ave­va det­to: vi do’ una mano in uffi­cio a tem­po per­so. Il tem­po per­so è diven­ta­to un lavoro a tem­po pieno, nat­u­ral­mente gratis. Tut­ta la doc­u­men­tazione per far venire i minori dal­la Bielorus­sia la prepara lui.Ogni sposta­men­to, ogni vol­ta che ci muovi­amo ci cos­ta in euro sonan­ti. Nes­suno ce lo impone, ma abbi­amo volu­to fare – per gli altri – un ulte­ri­ore sfor­zo notev­ole: abbi­amo deciso di acquistare un pul­mi­no, gra­zie al quale trasporti­amo per­sone che non han­no la pos­si­bil­ità di muover­si autono­ma­mente. Met­ti­amo a loro dis­po­sizione il nos­tro mez­zo, quel­lo che usi­amo anche per portare i bam­bi­ni. Ha una capac­ità di 8 per­sone, quin­di lo sfor­zo è sta­to impeg­na­ti­vo per una Asso­ci­azione come la nos­tra sen­za fini di lucro. Il car­bu­rante, l’assicurazione, la manuten­zione pesano, ma sapere che ques­ta nos­tra cosa ser­vi­va a chi ha bisog­no ci ren­de­va orgogliosi e con­tenti nel­lo stes­so tem­po. Ser­vi­va: adesso il pul­mi­no non c’è più: qualche bra­va per­sona alla quale sicu­ra­mente impor­ta meno di nul­la degli altri, lo ha ruba­to. Non solo lo ha tolto a noi, ma anche ad una parte debole del­la nos­tra comu­nità. Bel­lo, lode­v­ole: è esem­plare essere altru­isti in questo modo; tut­ti i volon­tari del­la nos­tra Asso­ci­azione ringraziano”.Non solo nel pres­i­dente Perin, ma nel cuore di tut­ti c’è pro­fon­da amarez­za. Il pul­mi­no ave­va 10 anni, era ben vis­i­bile e iden­ti­fi­ca­bile con tutte le sue scritte, li ha por­tati in Bielorus­sia con gli aiu­ti uman­i­tari, lo sen­ti­vano come uno di loro. “Ci han­no tolto un ami­co, a noi ed a tan­ti che di lui – e mag­a­ri anche di noi – ave­vano più bisogno”.

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