Analisi delle imposte comunali sugli immobili nel lago di Verona
Stesso lago, stessa sponda, diverse aliquote. Non mancano le sorprese nell’analisi comparata delle imposte comunali sugli immobili (lei) in vigore per il 2000 nei singoli centri rivieraschi veronesi.
Si scopre, ad esempio, che bastano pochi chilometri di distanza tra un paese e l’altro (ad esempio Lazise e Bardolino) per determinare sostanziose differenze per le tasche dei cittadini proprietari dell’abitazione principale.
Va ricordato che i beneficiari dell’imposta sono i Comuni, gli stessi che determinano l’aliquota di competenza sugli immobili soggetti a tassazione (fra il 4 e il 7 per mille).
La normativa vigente consente ovviamente ai Comuni la possibilità di deliberare tutta una serie di agevolazioni per la cosiddetta “prima casa” dei contribuenti.
I contribuenti possono contattare gli uffici tributi dei Comuni per conoscere sia l’aliquota che eventuali agevolazioni o aumenti della detrazione “ordinaria” di duecentomila lire.
In pratica, alle singole Amministrazioni municipali è data la volontà politica di incidere favorevolmente sull’economia familiare.
Differenze tra i Comuni e aliquote applicate
Una sensibilità che contraddistingue, numeri alla mano, Malcesine, Peschiera e Garda, i tre centri che applicano l’aliquota minima del quattro per mille.
Alla stessa stregua va però considerato Lazise, che a fronte di mezzo punto in più (4,5 per mille) applica una defrazione per l’abitazione principale pari a trecentomila lire.
La palma di Comune più caro, primato poco lusinghiero, spetta di diritto a Bardolino che alle trecentocinquanta mila lire di detrazione risponde con una aliquota al 6 per mille.
Prima di fare alcuni esempi pratici, va comunque ricordato che il calcolo dell’ICI si ottiene applicando alla cosiddetta base imponibile, valore catastale diverso da paese a paese (Casteinuovo non è paragonabile a Brenzone, ad esempio), l’aliquota di competenza varata dal Comune.
Esempi pratici di calcolo e differenze di imposta
Per scendere nel pratico, ipotizziamo di possedere un appartamento composto da sala, cucina, tre camere, due bagni e cantina, adibito ad abitazione principale (tipo A2, classe 3, di vani 6).
È bene constatare che l’imposta da pagare a Bardolino si attesta a 632 mila 800 lire, mentre a Lazise, per lo stesso appartamento, vengono versati alle casse comunali 408 mila 750.
Una differenza di ben 224 mila lire, con le due località a una distanza che non supera i quattro chilometri.
La forbice è meno marcata tra Garda (589 mila lire) e Bardolino.
Quasi sulla stessa lunghezza d’onda, invece, la situazione tra Torri (619 mila lire) e lo stesso Bardolino.
Non si sta male a Peschiera (530 mila lire), che risulta infatti il paese con la più bassa aliquota per un appartamento non adibito ad abitazione principale.
All’ex fortezza austriaca, l’Amministrazione comunale ha infatti parificato al 4 per mille l’Imposta sia per la prima che per la seconda casa.
Ciò significa che per un appartamento delle dimensioni del precedente, la tariffa da versare al centro arilicense si aggira sulle 730 mila lire, la più bassa del lago veronese.
Spesa che raggiunge l’apice a Garda (1.208.025) e, in ordine decrescente, Bardolino (1.146.600), Lazise, Brenzone (1.102.500) e Malcesine (1.080.450). Sotto la cifra a sei zeri, a Torri (L. 982.000) e Casteinuovo (819.000).


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