La tradizionale festa internazionale segnata da un calo della produzione e da altri problemi di settore

Dolci giorni però il miele è amaro

02/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lombardia

Protes­tano gli api­coltori: non sono sta­ti invi­tati all’incontro con esper­ti e man­i­fester­an­no con­tro la Regione che ha deciso di non dare con­tribu­ti. Fes­ta del miele e dell’apicoltura, da bien­nale ad annuale. Lazise da cit­tà «dolce» ad appun­ta­men­to «amaro» per gli api­coltori del­la asso­ci­azione regionale pro­dut­tori miele del Vene­to. Amaro per­ché chi ha orga­niz­za­to questo appun­ta­men­to non li ha coin­volti nel­la ges­tione del­la 4 giorni di attiv­ità con­veg­nis­ti­ca e pro­mozionale delle cit­tà del miele. Si è addirit­tura pos­ta in pro­gram­ma, per saba­to, una tavola roton­da sull’associazionismo e non è sta­ta coin­vol­ta l’associazione più impor­tante del set­tore a liv­el­lo regionale. E gli api­coltori, gli oper­a­tori più diret­ta­mente inter­es­sati a questo impor­tan­tis­si­mo appun­ta­men­to a liv­el­lo nazionale ed inter­nazionale, saran­no quin­di i gran­di assen­ti. A Lazise, alla fes­ta del miele e dell’apicoltura, sono sta­ti coin­volti gli enti più sig­ni­fica­tivi del ter­ri­to­rio: Regione, Provin­cia, Ente provin­ciale per la zoopro­fi­las­si, Comune di Lazise ed altri anco­ra, ma non gli api­coltori veri, col­oro che ogni giorno sono e vivono con il miele e nel miele. «Noi rap­p­re­sen­ti­amo una delle mag­giori asso­ci­azioni region­ali di api­coltori», spie­ga indig­na­to il pres­i­dente regionale Gio­van­ni Sel­la, «e chissà per­ché quest’anno non ci han­no inter­pel­la­to. Nelle prece­den­ti edi­zioni noi siamo sta­ti i pri­mi col­lab­o­ra­tori nel­la real­iz­zazione del­la impor­tante man­i­fes­tazione di Lazise. Quest’anno non siamo sta­ti con­vo­cati. Addirit­tura han­no espos­to il man­i­festo gial­lo di annun­cio del­la fes­ta, con il nos­tro patrocinio, sen­za mai aver­ci sen­ti­to». Quest’anno per gli api­coltori è una sta­gione dif­fi­cile e magra. Nel 2001 la pro­duzione di miele nos­tra­no si è ridot­ta del 70 per cen­to. Una vera e pro­pria crisi del set­tore. E la Regione ha tolto i con­tribu­ti all’intero com­par­to. C’è rab­bia e protes­ta. «La protes­ta la vogliamo fare nei con­fron­ti del­la Regione», spie­ga Sel­la, «e l’assessore regionale Con­ta lo sa bene. Non è pos­si­bile par­lare di miele solo per fare pro­mozione tur­is­ti­ca. Dob­bi­amo par­lare del­la crisi del set­tore, delle avver­sità atmos­feriche, dei trat­ta­men­ti in agri­coltura, del­la con­tin­ua morìa delle api, del­lo spopo­la­men­to degli alveari. Invece si par­la del miele vergine inte­grale, addirit­tura con un con­veg­no speci­fi­co. Vuol dire», con­tin­ua Sel­la, «che la Regione ha altri inter­es­si e non quel­li del­la nos­tra cat­e­go­ria». L’associazione regionale che soli­ta­mente allesti­va uno stand di 300 metri qua­drati, a Lazise, in ques­ta edi­zione sarà total­mente assente. Sarà pre­sente dopo domani, nel pomerig­gio, al momen­to dell’inaugurazione, con i politi­ci e le autorità per protestare con azioni di volan­ti­nag­gio e con denunce sul­lo sta­to del­la crisi nel mon­do dell’apicoltura. «Sono tre anni che ci bat­ti­amo per il rispet­to dell’ambiente», spie­ga Ange­lo Doar­do, respon­s­abile provin­ciale per l’associazione api­coltori, «per­ché rispet­tan­do l’ambiente fac­ciamo vivere le api e di con­seguen­za innalzi­amo la per­centuale salu­tis­ti­ca anche ver­so il con­suma­tore. La morìa delle api è lenta», con­tin­ua Doar­do, «per­ché in cam­pagna ven­gono usati prodot­ti di sin­te­si che infet­tano gli inset­ti e li por­tano ad una morte lenta ed inesora­bile». La protes­ta degli api­coltori veneti non si fer­merà alla sola gior­na­ta inau­gu­rale, ma si pro­trar­rà anche saba­to e domeni­ca. Sarà una protes­ta silen­ziosa ma cap­il­lare per far giun­gere tan­to dis­ap­pun­to ai con­suma­tori. «Non abbi­amo nul­la nei con­fron­ti degli orga­niz­za­tori ed in par­ti­co­lare ver­so il Comune di Lazise», spie­ga anco­ra Sel­la, «per­ché Lazise ha sem­pre fat­to il pos­si­bile affinché il miele fos­se val­oriz­za­to. Vogliamo però dire la nos­tra e dirla nel modo gius­to e nel luo­go e momen­to più oppor­tuno. E purtrop­po Lazise anziché essere oggi una cit­tà dolce è per noi un luo­go amaro dove dob­bi­amo dire la nos­tra, in maniera paca­ta ma decisa. Non siamo cer­to dis­posti a cedere su questo fronte. Alla fine siamo noi che pro­du­ci­amo il miele e che abbi­amo le mani in pas­ta e nel mer­ca­to. Almeno questo lo pos­si­amo dire in maniera incontrovertibile».