Due musicisti tedeschi hanno pronunciato il loro sì in municipio davanti ad un loro amico italiano. Alla cerimonia anche i due figli della coppia:« Una vacanza indimenticabile»

Dopo le ferie tornano sul lago per sposarsi

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Johannes, tredi­ci anni, e Benedikt, cinque, sor­ri­dono osser­van­do mam­ma Beat­rix e papà Roman che si stan­no sposan­do nel munici­pio aril­i­cense. Con grande com­postez­za assistono alla cer­i­mo­nia offi­ci­a­ta, ieri pomerig­gio, da un ami­co del­la cop­pia, Gio­van­ni Zor­dan, che ha rice­vu­to l’autorizzazione dal­la Procu­ra a cel­e­brare il rito civile. Quel­lo di ieri non è il pri­mo mat­ri­mo­nio tra stranieri cel­e­bra­to a Peschiera ma tut­ti, cir­ca una deci­na negli ulti­mi dieci anni, sono sta­ti fra cit­ta­di­ni tedeschi. La for­mu­la di rito è sta­ta let­ta da Gio­van­ni Zor­dan nelle due lingue, men­tre gli arti­coli del codice civile citati sono quel­li del­la legge ital­iana; l’estratto plurilingue dell’atto sarà trasmes­so, nei giorni suc­ces­sivi, al con­so­la­to tedesco di che provved­erà a trasmet­ter­lo alle com­pe­ten­ti autorità in Ger­ma­nia. Due i motivi che han­no por­ta­to Roman Speck e Beat­rix Von Put­tkamer, musicisti di pro­fes­sione, a scegliere Peschiera per il fatidi­co giorno del sì: per­ché han­no ama­to subito questo luo­go, in cui han­no sog­gior­na­to per la pri­ma vol­ta solo lo scor­so anno, e per l’amicizia che li unisce alla famiglia Zor­dan e a Gio­van­ni in par­ti­co­lare, col­le­ga degli sposi. «Un legame nato agli inizi con Roman molti anni fa in Ger­ma­nia», ricor­da Gio­van­ni, «dove ho lavo­ra­to e vis­su­to per molti anni. Quan­do Beat­rix è entra­ta nel­la sua vita, l’amicizia è rimas­ta con entram­bi. Ma cer­to non avrei mai immag­i­na­to di cel­e­brare un giorno il loro mat­ri­mo­nio». Dopo la cer­i­mo­nia Beat­rix e Roman han­no ricorda­to il loro amore per l’Italia, che conoscono molto bene, e per la Pada­nia e Peschiera in par­ti­co­lare. «Il sog­giorno del­lo scor­so anno ci ha fat­to innamorare di questo luo­go e del­la famiglia che ci ave­va ospi­ta­to; qualche mese dopo il nos­tro rien­tro in Ger­ma­nia», dicono, «abbi­amo deciso di sposar­ci, con cer­i­mo­nia a Peschiera. Solo dopo essere par­ti­ti, abbi­amo spie­ga­to ai ragazzi che quel­la di quest’anno sarebbe diven­ta­ta una vacan­za vera­mente indi­men­ti­ca­bile. E che fat­i­ca», ha scherza­to la neo sposa pri­ma del brin­disi, «nel tenere nascos­to l’abito nuziale a casa e al momen­to di preparare i bagagli».

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