L’amministrazione studia una variante al Piano regolare per tutelare una zona e difenderla dalle costruzioni. Il sindaco: «I vincoli su un’area sovraccomunale dal Monte Corno alla A4»

Ecco il parco contro il cemento

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

La giun­ta Pien­az­za mette le mani avan­ti per impedire che i fiu­mi di cemen­to pos­sano anche colare sul suo ter­ri­to­rio già ampia­mente dev­as­ta­to e com­pro­mes­so. E lo fa ponen­do sot­to tutela una vas­ta area che com­prende il Monte Corno, la prospiciente fas­cia a lago, tut­ta la zona col­linare che dal­lo stes­so Monte Corno si estende attra­ver­so il Monte Mario fino giù all’au­tostra­da -Venezia. «Entro fine anno dovre­mo approvare l’in­di­vid­u­azione e la perime­trazione del­l’area da des­tinare a par­co locale di inter­esse sovrac­co­mu­nale — spie­ga il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za — altri­men­ti il nos­tro impeg­no viene van­i­fi­ca­to». Infat­ti, entro fine anno la Provin­cia di Bres­cia deve pot­er acquisire gli atti e pro­cedere alla sua approvazione. In questi giorni l’am­min­is­trazione comu­nale ha, quin­di, pro­ce­du­to ad infor­mare con avvi­so pub­bli­co l’avvio del pro­ced­i­men­to di vari­ante sem­pli­fi­ca­ta al piano rego­la­tore appun­to per indi­vid­uare il futuro da sal­va­guardare. Si trat­ta di una pos­si­bil­ità offer­ta dal­la legge regionale 86 del 1983 per tute­lare aree di par­ti­co­lare ril­e­van­za nat­u­rale ed ambi­en­tale, aven­ti grande impor­tan­za strate­gi­ca nel­la polit­i­ca del­la tutela e del­la riqual­i­fi­cazione del ter­ri­to­rio, del­la flo­ra, del­la fau­na e del pae­sag­gio. Quel­la tra il Monte Corno ed il Monte Mario è sicu­ra­mente una zona che rispec­chia in pieno queste con­no­tazioni. I ten­ta­tivi di «sac­cheg­gia­r­la» con ville o con abitazioni agri­cole o attiv­ità ricre­ative più o meno camuf­fate sono sta­ti fre­quen­ti. A metà degli anni Set­tan­ta, per esem­pio, ci fu una soll­e­vazione popo­lare con­tro la giun­ta di allo­ra per­ché si vocif­er­a­va di pos­si­bili appeti­ti da parte di alcu­ni «palazz­i­nari» del­l’e­poca. Che non ebbero (per for­tu­na) esi­to. Ovvi­a­mente, la creazione del par­co nat­u­rale sovrac­co­mu­nale non mod­i­ficherà la zoniz­zazione esistente del ter­ri­to­rio. Uno dei pri­mi pun­ti approvati da ques­ta ammin­is­trazione è sta­to pro­prio il doc­u­men­to vota­to in aula con­sil­iare nel giug­no 2002 che prevede­va «l’in­di­vid­u­azione di àmbiti di tutela e val­oriz­zazione ambi­en­tale, anche tramite l’is­ti­tuzione di parchi di inter­esse comu­nale e sovrac­co­mu­nale». Inoltre, la zona indi­vid­u­a­ta dal­la giun­ta Pien­az­za è con­sid­er­a­ta nel Piano Ter­ri­to­ri­ale di Coor­di­na­men­to Provin­ciale di «ril­e­van­za pae­sis­ti­ca ad alto val­ore percetti­vo, con­no­tate dal­la pre­sen­za di fat­tori fisi­co-ambi­en­tali che ne deter­mi­nano la qual­ità d’in­sieme, dis­lo­cate lun­go itin­er­ari di fruizione pae­sis­ti­ca». I due mon­ti sono ric­chi di flo­ra e fau­na, addirit­tura alcune specie di uccel­li ven­gono a nid­i­fi­care oppure tran­si­tano in peri­o­di del­l’an­no. Non solo, ma esistono alcune cascine agri­cole e vaste mac­che di verde. Adesso chi ne abbia inter­esse, come recita l’avvi­so del Comune, può pre­sentare istanze o osser­vazioni per la deter­mi­nazione delle scelte urban­is­tiche. Tem­po mas­si­mo: 6 set­tem­bre. Poi, sarà il turno del­la val­u­tazione delle domande even­tual­mente pre­sen­tate. La vari­ante del nuo­vo par­co dovrebbe giun­gere in aula, per l’ap­provazione, in autun­no così da per­me­t­terne la trasmis­sione alla Provin­cia entro dicem­bre di quest’anno.

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