Grandi manovre attorno al "Tempo"

Era il 5 giugno 1944.

08/09/2000 in Curiosità
Di Luca Delpozzo
Dr. DADA & superEva

Quel­la sera, in una vec­chia tipografia in Piaz­za di Pietra, nel­l’an­ti­co cuore del­la Roma appe­na lib­er­a­ta dalle truppe naziste, Rena­to Angi­o­lil­lo e sette redat­tori davano vita ad un nuo­vo quo­tid­i­ano. Il nome avrebbe dovu­to essere l’I­talia, ma all’ul­ti­mo momen­to Angi­o­lil­lo ci ripen­sò: “Chi­ami­amo­lo Il Tem­po”. Pur con mille tra­ver­sie, quel gior­nale si piaz­za bene nel­la cap­i­tale e nelle province, e tro­va sede nel palaz­zo Wedekind in piaz­za Colon­na, cro­ce­via del­la vita polit­i­ca romana. Pas­sato più volte di mano (Eni, Monte­di­son-Immo­bil­iare, grup­po Pesen­ti, Poligrafi­ci Edi­to­ri­ale) nel luglio 1996 viene acquis­ta­to dal costrut­tore Domeni­co Boni­faci. Sapete chi ne è sta­to a lun­go diret­tore e insieme ammin­is­tra­tore del­e­ga­to? Gian­ni Let­ta, più tar­di fra i prin­ci­pali con­siglieri di Sil­vio Berlus­coni nel­la sua vita polit­i­ca. Era il 5 giug­no 1944. Quel­la sera, in una vec­chia tipografia in Piaz­za di Pietra, nel­l’an­ti­co cuore del­la Roma appe­na lib­er­a­ta dalle truppe naziste, Rena­to Angi­o­lil­lo e sette redat­tori davano vita ad un nuo­vo quo­tid­i­ano. Il nome avrebbe dovu­to essere l’I­talia, ma all’ul­ti­mo momen­to Angi­o­lil­lo ci ripen­sò: “Chi­ami­amo­lo Il Tem­po”. Pur con mille tra­ver­sie, quel gior­nale si piaz­za bene nel­la cap­i­tale e nelle province, e tro­va sede nel palaz­zo Wedekind in piaz­za Colon­na, cro­ce­via del­la vita polit­i­ca romana. Pas­sato più volte di mano (Eni, Monte­di­son-Immo­bil­iare, grup­po Pesen­ti, Poligrafi­ci Edi­to­ri­ale) nel luglio 1996 viene acquis­ta­to dal costrut­tore Domeni­co Boni­faci. Sapete chi ne è sta­to a lun­go diret­tore e insieme ammin­is­tra­tore del­e­ga­to? Gian­ni Let­ta, più tar­di fra i prin­ci­pali con­siglieri di Sil­vio Berlus­coni nel­la sua vita politica.