Serve un «direttore d’orchestra»

Evoluzioni da brivido e incroci?

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

«Gior­gio mi rice­vi… sono Mon­ta­nari, da Peschiera…». La voce cal­ma, gen­tile ma fer­ma del gen­erale Mas­si­mo Mon­ta­nari ha accom­pa­g­na­to, ieri, le esi­bizioni di tut­ti i veliv­oli pro­tag­o­nisti dell’air show «Ali su Peschiera»: dal­la sua postazione, sul molo anti­s­tante il por­to Bergami­ni di San Benedet­to, pro­prio al cen­tro del cosid­det­to teatro di lavoro, ha coor­di­na­to e ha scan­di­to i tem­pi degli ingres­si, sug­geren­do a volte, ma sen­za mai imporre, gli aggius­ta­men­ti che ritene­va più oppor­tu­ni rispet­to alle posizioni tenute dai veliv­oli. «Rispet­ta la cit­tà.… Ok, va bene così, men­tre scen­di cor­reg­gi un’ideina…»: come un diret­tore d’orchestra ha segui­to — affi­an­ca­to dal suo staff, in tes­ta Gior­gio Aloisi e Vin­cen­zo Francesca — le core­ografie di quelle «mac­chine» in aria che lo entu­si­as­mano anco­ra molto. «Il pro­gram­ma di un air show è, ovvi­a­mente, ben stu­di­a­to e defini­to», spie­ga, «ma può sem­pre esser­ci bisog­no di una cor­rezione di cui ci si rende con­to solo durante la stes­sa esi­bizione e veden­do la dis­po­sizione dell’aereo o degli aerei rispet­to al pub­bli­co». Al ter­mine di ogni esi­bizione Mon­ta­nari ha salu­ta­to i piloti, di cui ha volu­to ricor­dare la pro­fes­sion­al­ità sot­to­lin­e­an­do che proven­gono tut­ti dall’esperienza nell’Aeronautica mil­itare, anche quel­li alla gui­da di veliv­oli dell’aviazione civile. Solo per la Pat­tuglia acro­bat­i­ca nazionale Mon­ta­nari ha cedu­to la postazione radio al mag­giore Pao­lo Taran­ti­no, coman­dante delle , che è sta­to accom­pa­g­na­to da fragorosi applausi per tut­ta la dura­ta dell’esibizione. Pochi com­men­ti e qualche scam­bio di bat­tute fra i due, che han­no con­corda­to su un fat­to: quel­lo di ieri a Peschiera è sta­to sen­za dub­bio uno dei migliori spet­ta­coli del­la Pat­tuglia; e Taran­ti­no ha aggiun­to i com­pli­men­ti a Mon­ta­nari per l’intera man­i­fes­tazione, che il gen­erale ha per­sonal­mente coor­di­na­to. «E’ la più numerosa pat­tuglia acro­bat­i­ca; tut­to il mon­do ci invidia questi ragazzi», aggiunge Mon­ta­nari. E, di fronte al tri­col­ore che si espande nel cielo, riflet­ten­dosi nelle acque del Gar­da, sot­to­lin­ea qua­si com­mosso: «E’ la più grande bandiera del mon­do, e fa sem­pre un cer­to effet­to». Poco dopo le 17 un nuvolone nero fa il suo minac­cioso ingres­so all’orizzonte, ma l’air show si è con­clu­so for­tu­nata­mente sen­za piog­gia. «Solo alcu­ni mete­o­rolo­gi del cen­tro aero­nau­ti­co di Roma ave­vano pre­vis­to che nel pomerig­gio non ci sarebbe sta­ta piog­gia; sec­on­do gli ingle­si e i france­si invece sì… ma si sa», con­clude sor­ri­den­do il gen­erale, «noi ital­iani non sap­pi­amo far niente…».

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