Il Consiglio ha dato il via libera alla costruzione della struttura dopo vent’anni di battaglie. Entro un paio d’anni 130 suites, una piscina e un centro estetico

Ex salesiani, arriva l’hotel

11/03/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Dopo una ges­tazione di qua­si vent’anni è arriva­to dal con­siglio comu­nale il via lib­era alla costruzione del­la strut­tura ricetti­va alberghiera in via Ca’ Nove, nell’area ex sale­siani, a fian­co del­la stra­da Garde­sana appe­na fuori dal cen­tro abi­ta­to di , in direzione Gar­da. Una sto­ria lun­ga, ric­ca di colpi di sce­na, rias­sun­ta in Con­siglio dal sin­da­co Pietro Meschi e che, al di là dei dirit­ti riconosciu­ti al pri­va­to, deve far riflet­tere per come negli ulti­mi trent’anni la polit­i­ca locale ha piani­fi­ca­to lo svilup­po alberghiero sul ter­ri­to­rio comu­nale. Tan­to che viene ora da sor­rid­ere nel­lo sfogliare L’Arena del 23 dicem­bre 1988 e leg­gere con largo anticipo quan­to oggi tro­va com­pi­men­to. Allo­ra la paci­fi­cazione con­sil­iare tra mag­gio­ran­za e mino­ran­za par­torì la molti­pli­cazione degli alberghi, con la delib­er­azione di due strut­ture: una a Pun­ta Mirabel­lo, dove oggi c’è il Parc Hotel Grit­ti, e l’altra appun­to in zona Ca’ Nove, dove fra un paio d’anni sorg­er­an­no 130 suites per un totale di 290 posti let­to. Ques­ta strut­tura innalz­erà indub­bi­a­mente la qual­ità dell’offerta tur­is­ti­ca a Bar­dolino, al pari delle terme di Cisano d’imminente aper­tu­ra, ma che volen­ti o nolen­ti porterà all’ennesima cemen­tifi­cazione a pochi metri dal : nonos­tante tutte le mis­ure di sal­va­guardia del ter­ri­to­rio che ver­ran­no adot­tate dai pri­vati. A com­pletare una panoram­i­ca sulle future cuba­ture in riva al Bena­co nel ter­ri­to­rio bar­do­linese va ricor­da­ta la pos­si­bil­ità per i campeg­gi di trasfor­mare in muratu­ra i bun­ga­low esisten­ti. Vari­ante quest’ultima delib­er­a­ta l’estate scor­sa dal con­siglio comu­nale e ora in atte­sa di approvazione dal­la Regione. Decisa­mente tar­di­va appare in quest’ottica la denun­cia del grup­po «La Voce per l’ambiente», che a cose già decise gri­da all’eccesso di cemen­to. «Ma quale cemen­tifi­cazione. Abbi­amo stra­volto il prog­et­to orig­i­nario che prevede­va un alber­go a quat­tro piani per dare vita una strut­tura ricetti­va all’avanguardia», affer­ma Rober­to Fedrizzi, diri­gente del­la Parc Hotels Italia pro­pri­etaria dell’area ex sale­siani. Pros­egue: «Rite­ni­amo sia pos­si­bile real­iz­zare 24 mila metri cubi alberghieri su di un ter­ri­to­rio di 70 mila metri quadri rap­por­tan­do­ci il più pos­si­bile con l’ambiente cir­costante cre­an­do un par­co ric­co di piante. Pen­sare che sec­on­do i nos­tri cal­coli ci vor­ran­no quat­tro-cinque mesi per piantu­mare tut­ta l’area, men­tre servirà un anno per costru­ire». A propos­i­to delle suites. Le mino­ranze con­sil­iari temono, dietro all’edificazione sparsa, una futu­ra trasfor­mazione da alber­go a mul­ti­pro­pri­età. Anche per­ché, dicono, è sta­ta cedu­ta la fas­cia di ter­reno sot­to la stra­da Garde­sana al Comune. Dura la repli­ca di Fedrizzi, rag­giun­to al Golf hotel Par­adiso di Peschiera, sem­pre di por­pri­età del­la Parc Hotels Italia: «Non scherzi­amo. Siamo di fronte solo a un equiv­o­co. I nos­tri prece­den­ti prog­et­ti sono sta­ti boc­ciati dal­la Sovrin­ten­den­za e quin­di d’accordo con la stes­sa abbi­amo opta­to per una soluzione che riducesse al min­i­mo l’impatto ambi­en­tale. Siamo sta­ti qua­si costret­ti a fare ques­ta scelta, che si pone all’avanguardia in fat­to di pro­pos­ta tur­is­ti­ca. Non ave­va­mo bisog­no di copi­are il nos­tro Parc Hotel Grit­ti ma di pro­porre una soluzione nuo­va per tur­is­mo d’élite. L’area cedu­ta, poi, è frut­to di un accor­do con il Comune. A loro non inter­es­sa­va avere un parcheg­gio sopra la statale men­tre noi sot­to la stra­da non pote­va­mo fare nul­la. Comunque il cer­ti­fi­ca­to di agi­bil­ità del­la nos­tra strut­tura ricetti­va sarà rilas­ci­a­to dal Comune solo se il com­p­lesso immo­bil­iare sarà accat­a­sta­to come immo­bile di cat­e­go­ria D2 pen­sioni ed alberghi». «Da parte nos­tra», con­clude Fedrizzi, «c’è sem­pre sta­ta la volon­tà di col­lab­o­rare con le ammin­is­trazioni che si sono suc­ce­dute in tut­ti questi anni rifi­u­tan­do con­fron­ti di forza. Se vol­e­va­mo pote­va­mo par­tire pri­ma con i lavori e fare scelte diverse. Ciò non si è ver­i­fi­ca­to per­ché siamo una soci­età che opera per un tur­is­mo di qual­ità con strut­ture alberghiere d’avanguardia. Sarà cosi anche per il nuo­vo Parc Hotel Germano».

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