In occasione della pratica del «Perdon d’Assisi»

Fiera nata nel XII secolo

02/08/2000 in Religione
Di Luca Delpozzo
a.t.

La remis­sione totale dei pec­ca­ti o indul­gen­za ple­nar­ia, otteni­bile per se stes­si o per i defun­ti attra­ver­so la recita di una serie di preghiere e di pas­sag­gi all’interno di una chiesa frances­cana. Questo il sig­ni­fi­ca­to del­la prat­i­ca del «Per­don d’Assisi» che, introdot­to a Capri­no nel 1936 dai frati Cap­puc­ci­ni qui inse­di­atisi ha dato indi­ret­ta­mente l’avvio alla Fiera mon­te­bal­d­ina. «In realtà questo priv­i­le­gio è sta­to isti­tu­ito il 2 agos­to del 1216 da San Francesco stes­so nel­la chiesa del­la Porz­i­un­co­la, vici­no ad Assisi», spie­ga il par­ro­co di Capri­no don Pietro Mar­rob­bio. «Ed è da quel­la local­ità che ha pre­so il nome e si è dif­fu­so in tut­ta Italia, par­al­le­la­mente al dif­fonder­si e al crescere dei con­ven­ti dei frati minori». «La chiesa par­roc­chiale di Capri­no, ded­i­ca­ta a San­ta Maria Mag­giore, venne edi­fi­ca­ta nel 1769. In prece­den­za, nel­lo stes­so luo­go, esiste­va un’altra costruzione, risalente al 1145 e sem­pre ded­i­ca­ta alla Madon­na, nom­i­na­ta come pieve in una bol­la da papa Euge­nio II. Ed è qui che si svolsero le prime pratiche del «Per­don d’Assisi». La pieve pri­ma e la chiesa par­roc­chiale dopo diven­tarono meta di pel­le­gri­nag­gi. La gente veni­va da tut­ti i pae­si del cir­con­dario, dal­la Val d’Adige e anche dal Bas­so veronese. Per sop­perire ai bisog­ni dei pel­le­gri­ni spun­tarono le prime ban­car­elle e da qui in segui­to nacque la fiera mon­te­bal­d­ina. La pri­ma uffi­ciale, ded­i­ca­ta all’agricoltura, risale al 1753.