Spunta una nuova spiegazione sulle possibili cause dell’esplosione che ha distrutto la strada provinciale a Bocca Navene: l’ultima parola agli artificieri

Forse è saltato un ponte minato

09/08/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Mete­orite, bom­ba col­pi­ta da saet­ta, ful­mine da solo, frana, persi­no prove d’attentato o esplo­sione di un ponte mina­to anco­ra dai tedeschi. Men­tre a Boc­ca di Navene non si sa anco­ra quan­do arriver­an­no gli arti­ficieri dell’Ottavo reg­g­i­men­to guas­ta­tori Fol­go­re di Leg­na­go, chia­mati dai e dal Comune, si susseguono le ipote­si sull’evento che ha fat­to sparire almeno 15 metri del­la stra­da Graziani.L’ipotesi del mete­orite, subito scar­ta­ta dai cara­binieri che han­no fat­to sopral­lu­oghi, viene esclusa anche dagli esper­ti del Cir­co­lo astro­fili verone­si che gestis­cono l’osservatorio Ange­lo Gelo­di a Novezzina.«Ritengo estrema­mente improb­a­bile che quel­lo scon­quas­so sia sta­to provo­ca­to da un mete­orite», dice il respon­s­abile Flavio Castel­lani. «Il fenom­e­no si sarebbe ver­i­fi­ca­to tra l’ l e il 2 agos­to durante un vio­len­to nubifra­gio carat­ter­iz­za­to da moltissi­mi ful­mi­ni. Fino alle 23, essendo poi salta­ta l’elettricità, non abbi­amo alcu­na reg­is­trazione che attesti pame­te­o­re». Insiste: «Propen­do per l’esplosione di un ordig­no o di una mina. Un mete­orite che causa un sim­i­le dis­as­tro sarebbe sta­to vis­to a centi­na­ia di chilometri di distanza».E un bolide di pic­cole dimen­sioni? «Impos­si­bile, si sarebbe con­suma­to nel pas­sag­gio attra­ver­so l’atmosfera», affer­ma lo stu­dioso. «Provocherebbe un sim­i­le scon­quas­so un mete­orite di almeno due­cen­to o tre­cen­to chili, come quel­lo che cadde a Vago nel 1700, che però fece crol­lare i vetri da Vicen­za a Verona». Ser­gio Molto­moli, sem­pre del Cav, aggiunge: «Esclu­do l’ipotesi di un mete­orite, avrebbe orig­i­na­to un gran cratere. Un pic­co­lo buco con un grande dan­no mi fa pen­sare allo scop­pio di una bom­ba. Se un mete­orite cas­ca di notte, o di giorno, lo si vede in tut­ta Italia e in Svizzera, ver­rebbe seg­nala­to all’Unione astro­fili ital­iani (Uai)».Di fat­to l’altra sera Enri­co Stomeo, respon­s­abile del Servizio mete­o­re dell’Unione astro­fili, ha chiam­a­to Castel­lani affer­man­do a sua vol­ta di non aver rice­vu­to alcu­na segnalazione.L’idea res­ta sug­ges­ti­va. Si avvic­i­na la notte di San Loren­zo e i pro­fani pos­sono chieder­si quale rap­por­to vi sia tra la cadu­ta di una mete­o­ra e il fenom­e­no delle stelle caden­ti: «Questo peri­o­do dell’anno è quel­lo delle lacrime di San Loren­zo, le Per­sei­di, vis­i­bili soprat­tut­to il 13 agos­to», dice Castel­lani. «Il fenom­e­no è dato dall’incontro del­la ter­ra con lo sci­ame di detri­ti di una cometa, detri­ti che dif­fi­cil­mente arrivano sul­la ter­ra essendo for­mati da polveri e mate­ri­ali incon­sis­ten­ti che si con­sumano pas­san­do nell’atmosfera».I cara­binieri con­tin­u­ano a ritenere che respon­s­abile del­lo scon­quas­so sia un ordig­no risalente alla guer­ra e mai esploso pri­ma. Il buco rin­venu­to è lun­go tre metri e largo cinque ed è sta­to in parte riem­pi­to di detri­ti. Sol­lecita­to da una saet­ta o trasci­na­to dalle piogge, l’ordigno potrebbe essere sta­to trasci­na­to a valle finen­do con­tro un albero o una roc­cia che ne avreb­bero provo­ca­to la det­on­azione. Per­ciò si vuole siano gli arti­ficieri a fare una ricer­ca, anche se ormai tut­to è rimanda­to alla set­ti­mana prossi­ma. Servi­ran­no una ricer­ca, uno sca­vo, ril­e­vazioni e cam­pi­ona­men­ti. Solo così si potrà esclud­ere o avval­o­rare una delle ipote­si. Tra le varie quel­la del geol­o­go Mar­co Avanzi­ni del museo tri­denti­no di scien­ze nat­u­rali, il quale dopo un sopral­lu­o­go ha det­to che prob­a­bil­mente ad esplodere è sta­to un ponte mina­to dai tedeschi e ad innescare l’esplosione il cam­po elet­tri­co provo­ca­to da un ful­mine. Tut­tavia in quel pun­to più che un ponte vi sarebbe sta­ta una tubatu­ra, che scor­re­va sot­to pic­coli volti in pietra alti meno di un metro, non un ponte vero e proprio.Se bom­ba fos­se, potrebbe essere del­la pri­ma o del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Il Bal­do, nel pri­mo caso, era lin­ea di con­fine con l’Austria e vici­no a Boc­ca di Navene ci sono trincee. Di lì, durante il sec­on­do con­flit­to, i tedeschi si riti­rarono. Nul­la esclude che nel­la fuga abbiano mina­to la mon­tagna. Da esclud­er­si l’attentato, non c’è movente: lassù non ci sono cab­ine tele­foniche, tral­ic­ci dell’Enel o altri obiettivi.

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