Al senatore di Forza Italia il posto lasciato vacante da Pino Mongiello: riuscirà ora a mettere d’accordo veronesi, bresciani e trentini?

Frau è il nuovo presidente del Garda

Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

La Comu­nità sceglie un politi­co di raz­za per tentare il suo dif­fi­cile rilan­cio Al neoelet­to, già sul­la stes­sa poltrona nel 1967, 27 voti su 27. «I nos­tri com­pi­ti? , por­ti, qual­ità delle acque, , ma non il tur­is­mo» «I Comu­ni fuo­rius­ci­ti? Con prog­et­tual­ità chiara e di ampio respiro torner­an­no» Un ritorno. Gra­di­to, vista l’unanimità dei voti rac­colti all’assemblea gen­erale stra­or­di­nar­ia a Palaz­zo Bena­mati di Toscolano Mader­no. Aventi­no Frau, classe 1939, avvo­ca­to, sen­a­tore del­la Repub­bli­ca, suc­cede a e tor­na a occu­pare la poltrona di pres­i­dente alla , ente inter­re­gionale nato cinquant’anni fa. Dopo 38 anni Frau, vicenti­no di nasci­ta, bres­ciano e veronese d’adozione, tor­na a rico­prire un ruo­lo già svolto con grande dedi­zione per otto anni a par­tire dal 1967, quan­do era sin­da­co di Gar­done Riv­iera, dopo che era sta­to a Pueg­na­go (novem­bre 1960) il più gio­vane pri­mo cit­tadi­no d’Italia. Fu pro­prio in quel peri­o­do che l’ente inter­re­gionale venne rifonda­to, tro­vò nuo­va lin­fa e mag­giore peso politi­co. Tutte com­po­nen­ti che da alcu­ni anni man­cano alla Comu­nità del Gar­da, in forte calo di fas­ci­no e con­sis­ten­za dopo la fuga dei Comu­ni asso­ciati. L’elezione di Aventi­no Frau, res­i­dente a San Zeno di Mon­tagna, va vista pro­prio nell’ottica di un rilan­cio del­la Comu­nità, che per la pri­ma vol­ta ha un diret­ti­vo com­pos­to da soli sin­daci. Sono sette i pri­mi cit­ta­di­ni nel par­la­menti­no che entro il dicem­bre del 2006 dis­eg­n­erà i futuri com­pi­ti del­la Comu­nità: Loren­zo Sar­tori (Cavaion), (Tor­ri), Gian­piero Cipani (Salò), Alessan­dro Baz­zani (Gar­done Riv­iera), Gian Lui­gi Mar­silet­ti (San Felice del Bena­co), Clau­dio Moli­nari (Riva) e Bruno Righet­ti (Cavri­ana). Com­ple­ta il diret­ti­vo Mar­cel­lo Cor­bel­li per la Provin­cia di Bres­cia. All’assemblea gen­erale, inizia­ta con un min­u­to di rac­cogli­men­to per ricor­dare le fig­ure di Lui­gi Canepa, già seg­re­tario del­la Comu­nità, e Sil­vano Boni, ex sin­da­co di Toscolano, assente la Provin­cia di Verona, c’erano 27 soci che a scru­ti­nio seg­re­to han­no elet­to con 27 voti Aventi­no Frau. Pro­prio quest’estate il sen­a­tore di Forza Italia, di fronte alla crisi del­la Comu­nità, ave­va por­ta­to avan­ti una sua per­son­ale inizia­ti­va vol­ta a ridestare atten­zione polit­i­ca sul­la ques­tione. «Capis­co che le Province vogliano gestire diret­ta­mente i sol­di del tur­is­mo, ma questo non deve portare ad affos­sare un ente impor­tante come la Comu­nità», disse allo­ra Frau. «Si rischia di elim­inare una strut­tura che fun­ziona sen­za avere nul­la in gra­do di sos­ti­tuir­la. La soluzione è tut­ta polit­i­ca». Con­cetti rib­a­di­ti in una pub­bli­cazione, stam­pa­ta il mese scor­so, che riper­corre il mez­zo sec­o­lo di sto­ria del­la Comu­nità del Gar­da. «Il prob­le­ma del Gar­da», scrive Frau, «è tut­to politi­co e va ripen­sato nel­la sua filosofia gen­erale. La Comu­nità è ancor oggi un’associazione di enti pub­bli­ci, non un’istituzione. Se i Con­sorzi, le Comu­nità mon­tane, le Province lavo­ra­no male, vivono egual­mente, ma la Comu­nità vivrà solo se sarà uno stru­men­to politi­co». Da Roma, Aventi­no Frau appe­na elet­to con­fer­ma questi inten­ti: «Il nos­tro obi­et­ti­vo è il Gar­da nel 2030. Dob­bi­amo lavo­rare, come nel 1967, con il propos­i­to d’immaginare il poten­ziale svilup­po del nos­tro ter­ri­to­rio in futuro. Solo pen­san­do in grande pos­si­amo rilan­cia­re il Bena­co. Com­pi­to del­la Comu­nità sarà focal­iz­zare l’attenzione su gran­di temi come la via­bil­ità, por­tu­al­ità, qual­ità delle acque, nav­igazione pub­bli­ca e pri­va­ta. In cam­po tur­is­ti­co invece non com­pete cer­to all’ente inter­re­gionale occu­par­si di fiere e com­mer­cial­iz­zazione del prodot­to vista la pre­sen­za sul ter­ri­to­rio di con­sorzi già dep­u­tati a questo com­pi­to. I Comu­ni fuo­rius­ci­ti? Cre­do che di fronte a una prog­et­tual­ità chiara e di ampio respiro non sia improb­a­bile un rien­tro in seno alla Comu­nità dei cen­tri riv­ieraschi che negli ulti­mi anni han­no abban­do­na­to la Comunità».