Domenica appuntamento in via Castello. Cerimonia nella sua casa: con le sue poesie raccontò il lago

Gino Benedetti, una lapide per i 100 anni della nascita

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Desen­zano cele­br­erà il cen­te­nario del­la nasci­ta di Gino Benedet­ti con una lapi­de, che ver­rà scop­er­ta domeni­ca prossi­ma (25 gen­naio) alle 10 sul muro del­la casa di via Castel­lo dove il poeta nacque il 25 gen­naio 1904. Alla cer­i­mo­nia saran­no pre­sen­ti il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za, l’assessore alla cul­tura Maria Vit­to­ria Papa e numerose altre per­son­al­ità del mon­do del­la cul­tura e dell’arte. Quel­la di domeni­ca è sicu­ra­mente una sen­ti­ta tes­ti­mo­ni­an­za di affet­to che Desen­zano ha inte­so trib­utare a una delle sue fig­ure più stra­or­di­nar­ie, che ha las­ci­a­to un seg­no indelebile nel­la cul­tura garde­sana e ital­iana. Gino Benedet­ti è sta­to infat­ti poeta, scrit­tore, gior­nal­ista, criti­co d’arte e pro­mo­tore di cul­tura finis­si­mo e sen­si­bile, che ha las­ci­a­to in ered­ità centi­na­ia di scrit­ti e di com­po­sizioni, di sag­gi e di recen­sioni. Un lavoro con­tin­uo che ha accom­pa­g­na­to tut­ta la sua vita fino alla morte, avvenu­ta nel 1989. Il Comune di Desen­zano gli ha già trib­u­ta­to un pri­mo omag­gio: la mostra «Il mon­do di Gino Benedet­ti fra arte e » nel dec­i­mo anniver­sario del­la scom­parsa e ancor pri­ma la medaglia d’oro, asseg­natagli dal sin­da­co Giuseppe Ramel­la. Ora, a cent’anni dal­la sua nasci­ta, una lapi­de com­mem­o­ra­ti­va che recita sem­plice­mente così: «In ques­ta via nacque Gino Benedet­ti, che in lim­pi­di ver­si can­tò Desen­zano e il suo lago». Tra l’altro via Castel­lo, la stor­i­ca stra­da che da piaz­za Malvezzi si arrampi­ca fino su a Cap­o­later­ra, ha vis­to la nasci­ta di altri illus­tri desen­zane­si, come la Patrona del­la cit­tà, Sant’Angela Meri­ci, la san­ta del­la rifor­ma come viene indi­ca­ta dagli stu­diosi e dal­la stes­sa chiesa. Fu la madre Erminia (rimas­ta vedo­va ben presto) ad ind­i­riz­zare il pic­co­lo Gino alla let­ter­atu­ra e al gior­nal­is­mo. È nel 1931 che com­in­cia la sua attiv­ità pub­blicis­ti­ca e quel­la cul­tur­ale con un altro grande per­son­ag­gio desen­zanese, Anto­nio Valen­ti. Negli anni del­la guer­ra pros­egue in questo sol­co allac­cian­do una pro­fon­da ami­cizia con Gio­van­ni Comis­so, Cesare Pavese, Bruno Mari­ni e Ugo Mulas. Benedet­ti dà inizio così alla sua fecon­da opera di criti­co e poeta e negli anni Ses­san­ta, sen­za più pause, com­pone un’infinità di poe­sie, rac­con­ti e sag­gi crit­i­ci fino a pochi mesi pri­ma del­la sua morte, avvenu­ta il 20 set­tem­bre 1989 nel­la sua vil­let­ta di via Brescia.

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