Gioco d’azzardo, il divieto della pubblicità è una sfida europea. La situazione sul Garda

11/12/2018 in Attualità
Di Redazione

Le pub­blic­ità in tele­vi­sione non han­no mai atti­ra­to così tan­to inter­esse nel pub­bli­co, almeno per il set­tore dell’azzardo. Il Decre­to Dig­nità ha sta­bil­i­to il divi­eto asso­lu­to di trasmet­tere spot di aziende di gam­bling a par­tire da gen­naio, con la pro­ro­ga di un anno per i con­trat­ti già in essere. Una deci­sione che ha fat­to dis­cutere, div­i­den­do il Paese tra chi difende il provved­i­men­to e chi si pre­oc­cu­pa per il futuro dei mezzi di comu­ni­cazione e delle soci­età, notevol­mente agevolate dagli introiti derivan­ti da questo mer­ca­to. Come preved­i­bile, la ques­tione sta tenen­do ban­co in tut­ta Europa.

È entra­ta al cen­tro del dibat­ti­to la deci­sione dell’emittente tele­vi­si­va Sky di trasmet­tere un solo spot pub­blic­i­tario lega­to all’azzardo in ogni pausa a par­tire dal­la prossi­ma sta­gione di Pre­mier League. Dal­la direzione assi­cu­ra­no che la scelta è a favore dei sogget­ti più sen­si­bili e influen­z­abili, con l’intento di evitare il bom­bar­da­men­to di mes­sag­gi pro-scommesse. Per di più, l’azienda ha inten­zione di intro­durre un’opzione tramite cui dis­at­ti­vare gli annun­ci di questo genere. Il fat­to che sia pro­prio il colos­so tele­vi­si­vo a brevettare ques­ta novità è sig­ni­fica­ti­vo: GF Media, anal­iz­zan­do una serie di dati, ha riv­e­la­to che in media ogni cinque ore sono sta­ti trasmes­si 64 annun­ci sul bet­ting nel 2017. Bisogna ricor­dare che questi numeri si riferiscono al peri­o­do antecedente la ces­sione delle quote di mag­gio­ran­za di Sky­Bet, por­tale delle scommesse lega­to all’azienda, a Pok­er­Stars.

Uno stu­dio europeo sul gio­co d’azzardo pub­bli­ca­to su Giochidis­lots ha invece evi­den­zi­a­to che nel 95% dei break pub­blic­i­tari all’interno di una par­ti­ta di cal­cio trasmes­sa da Bt Sport, Sky o Itv era pre­sente almeno uno spot sul gam­bling. Sec­on­do alcune ricerche, la serie di infor­mazioni trasmesse colpisce soprat­tut­to i sogget­ti più incli­ni a ten­den­ze ludopatiche. Per questo il tim­o­re, man­i­fes­ta­to dal gov­er­no ital­iano e con­di­vi­so almeno da Reg­no Uni­to e Irlan­da, è che la tele­vi­sione diven­ti un mez­zo di dif­fu­sione di infor­mazioni pro-azzar­do. Negli ulti­mi anni si è assis­ti­to a un notev­ole cam­bi­a­men­to nelle modal­ità di real­iz­zazione degli spot, con l’inserimento di invi­ti a gio­care con pru­den­za e del divi­eto per i minoren­ni. Tut­ti pic­coli accorg­i­men­ti che non sono sem­brati suf­fi­ci­en­ti a chi vuole rego­la­mentare il set­tore. La soluzione dras­ti­ca sem­bra essere ormai quel­la paven­ta­ta dai gov­erni, con la can­cel­lazione degli spot in Italia come in molti Pae­si d’Europa.

Nel frat­tem­po, il Gar­da si sta attrez­zan­do per portare avan­ti la sua per­son­ale lot­ta all’azzardo. La provin­cia di Tren­to ha orga­niz­za­to diverse ser­ate per sen­si­bi­liz­zare sul tema del gam­bling e sui rischi por­tati dal gio­co com­pul­si­vo, nel­la sper­an­za che infor­mare sia il modo migliore per evitare un ecces­so di pun­tate. Tra gen­naio e mar­zo inoltre sono sta­ti orga­niz­za­ti dei cor­si per gli oper­a­tori, così da fornire gli stru­men­ti per riconoscere i casi di ludopa­tia. Il comune di Bar­dolino (VR) era invece sal­i­to agli onori del­la cronaca per un con­tenzioso con­tro una sala vlt, cui era sta­to nega­to il per­me­s­so in quan­to non rien­trante nei para­metri del dis­tanziometro. Bres­cia e la sua provin­cia si sono invece con­cen­trati mag­gior­mente sug­li orari di aper­tu­ra degli eser­cizi in cui è per­me­s­so scom­met­tere, con rego­la­men­ti che var­i­ano di cit­tà in cit­tà. Tutte strate­gie diverse per arrivare a un pun­to in comune: la lot­ta al gio­co d’azzardo pato­logi­co. Una battaglia che nei prossi­mi anni sarà com­bat­tuta sen­za le pub­blic­ità, in Italia e prob­a­bil­mente in Europa.