Ogni ultimo mercoledì del mese si organizza una cena in costume

Gustoso viaggio nel passato al «banchetto medievale»

30/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lonato

Atmos­fera medievale l’al­tra sera al «Con­ven­to» di Lona­to, il locale gesti­to da Ivana Cat­taz­zo e Gabriele Col­li. I due ris­tora­tori han­no pro­pos­to un’iniziativa orig­i­nale e par­ti­co­lar­mente apprez­za­ta dai cli­en­ti. Come ogni ulti­mo mer­coledì del mese, con eccezione dei mesi inver­nali da novem­bre a gen­naio, il ris­torante pro­pone un full immer­sion medievale, Un salto all’indietro di 700 anni. E può apparire incred­i­bile, ma tut­to quel che ani­ma la ser­a­ta è rig­orosa­mente anti­co. Un viag­gio nel pas­sato, una riscop­er­ta di quel che avveni­va den­tro la corte di un castel­lo o in una sala da banchet­to del medio­e­vo. Ovvi­a­mente, il menù pro­pone piat­ti tipi­ci di quel tem­po. Il suc­ces­so dell’idea si spec­chia nel cartel­lo con scrit­to «tut­to esauri­to» che campeg­gia ogni ulti­mo mer­coledì del mese. Per i gestori non si trat­ta di un puro e sem­plice busi­ness. Tra musi­can­ti, per­son­ale in cos­tume d’e­poca, gio­col­ieri e astrologhe, car­toman­ti e man­gia­fuo­co, tut­ti con un buon bagaglio pro­fes­sion­ale e artis­ti­co alle spalle, di gran­di incas­si non se ne pos­sono fare. La con­fer­ma viene da Ivana e Gabriele. Sen­za dimen­ti­care la posate­ria in leg­no, le stoviglie in coc­cio di Grot­taglie (Taran­to), i gran­di teli o i tovagli­oli, i vini speziati, le «donzelle» che poi sono splen­dide ragazze di ogni parte d’I­talia. Come da ogni parte d’I­talia arrivano per parte­ci­pare, almeno una vol­ta, a ques­ta grande e bel­la fes­ta del pas­sato. Ad accogliervi c’è una damigel­la che vi verserà del­l’ac­qua da una broc­ca e vi asci­ugherà le mani. Quin­di, tut­ti a tavola non pri­ma di ved­ervi ann­oda­to un maxi-tovagli­o­lo attorno al col­lo. Ecco un menù-tipo: ver­dure fritte o farcite con spezie aro­m­a­tiz­zate, for­mag­gi capri­ni, gnoc­chet­ti di pane povero, cos­tine di maiale spezi­ate, il tut­to innaf­fi­a­to con buon bian­co o rosso. Gio­col­ieri e musi­can­ti con cor­na­muse, liu­ti, tam­buri, cia­ramelle, zam­pogne ed altri stru­men­ti di gus­to baroc­co alli­eter­an­no la ser­a­ta con brani riscop­er­ti dal medio­e­vo o trat­ti dai «carmi­na burana». La regia è affi­da­ta a Bepi Mon­ai. Ci sono poi altre fig­ure, come il tav­erniere, il ban­di­tore, l’as­trolo­ga, la chiaroveg­gente, il grafol­o­go. Per pot­er alle­stire ques­ta splen­di­da scenografia, Gabriele Col­li ha stu­di­a­to teatro medievale all’ Cat­toli­ca di Bres­cia e fre­quen­ta­to anche il Dams di Bologna.

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