L’associazione fondata da Alessandro Gaoso punterà ancora sulle scuole

Homerus dieci anni di impegno. La vela per non vedenti cresce

20/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Com­pie dieci anni «Home­rus-Project», l’as­so­ci­azione fon­da­ta da Alessan­dro Gaoso, impeg­na­ta a met­tere i ciechi in con­dizione di andare autono­ma­mente in bar­ca a vela. Gaoso, un pas­sato da cam­pi­one del mon­do, ha mobil­i­ta­to valsab­bi­ni e garde­sani. Un decen­nale di attiv­ità richiede un bilan­cio che, in ques­ta occa­sione, viene sti­la­to pro­prio da chi è rius­ci­to nel­l’im­pre­sa di val­oriz­zare la pro­pria diver­sa abil­ità. E così, tra gli ami­ci, i sosten­i­tori e gli atleti di Home­rus, c’è chi ricor­da, come fan­no Rosi e Dino le epiche gior­nate di Gibil­ter­ra, quan­do sul pic­co­lo scafo Glo­ria, Lui­gi, Raul, Gio­van­ni e Gigli­o­la sfi­darono le cor­ren­ti del­lo stret­to. Ricor­diamo bene la com­mozione di Bar­bara, quel pug­no alza­to di Alessan­dro insieme alle urla fes­tose di Giulio. Quel giorno seg­nò una svol­ta epocale nel­la a vela per i ciechi ed i fes­teggia­men­ti regalati­ci da tut­to l’e­quipag­gio del­l’Ameri­go Vespuc­ci lo cel­e­brarono. Il prog­et­to, si dice­va, è nato per offrire pari oppor­tu­nità a per­sone dis­abili ma che, nel breve vol­gere di pochi anni, si è trasfor­ma­to in un’oc­ca­sione for­ma­ti­va per tut­ti: sportivi, edu­ca­tori, gior­nal­isti, ammin­is­tra­tori, stu­den­ti e gen­i­tori. E, in molte cir­costanze, l’at­tiv­ità vel­i­ca è sta­ta coro­na­ta da vit­to­rie ed allori. Il risul­ta­to di questi dieci anni di lavoro? «Oggi, non solo oltre 180 ciechi han­no super­a­to i cor­si di vela, ma molti di loro parte­ci­pano sis­tem­ati­ca­mente a gare e match race, nelle basi nau­tiche ital­iane. Alcu­ni, addirit­tura, sono divenu­ti arma­tori e rico­prono incar­ichi di respon­s­abil­ità, si con­frontano da pari a pari nel mon­do del­la vela inter­nazionale per dis­abili e no». Il prog­et­to ambizioso di met­tere i non veden­ti in con­dizione di nav­i­gare ha var­ca­to i con­fi­ni nazion­ali, coin­vol­gen­do aus­traliani, israeliani, svizzeri, canade­si, giap­pone­si. L’ul­ti­ma per­la, par­ti­co­lar­mente sig­ni­fica­ti­va, dopo l’in­au­gu­razione del­la base nau­ti­ca a Tel Aviv, in Israele con­siste nel­la «pro­mozione del­la col­lab­o­razione tra velisti palesti­ne­si, gior­dani, egiziani ed israeliani. Un risul­ta­to con­se­gui­to anche gra­zie alla col­lab­o­razione del­l’As­so­ci­azione , con il Bam­boo mes­sag­gero di pace». Il futuro, e questo 2006 in par­ti­co­lare, prevede il con­sue­to impeg­no nel­lo sport ma anche l’opera di sen­si­bi­liz­zazione nelle scuole, la coop­er­azione tra per­sone dis­abili, la comu­ni­cazione audio­vi­si­va ed edi­to­ri­ale, il tur­is­mo, fino alle inizia­tive enogas­tro­nomiche atti­vate insieme alle Can­tine del­la Valte­n­e­si e del­la Lugana, sosten­i­tri­ci del prog­et­to. Inoltre, il 2006 porterà per la sec­on­da vol­ta i Cam­pi­onati nazion­ali nelle acque del lago d’Iseo, men­tre gli Inter­nazion­ali di Impe­ria apri­ran­no uno sce­nario mon­di­ale, che pre­lude alle regate finali del­la Cop­pa Amer­i­ca 2007 e, soprat­tut­to, alle par­alimpia­di di Pechi­no 2008.

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