La variante turistica in Consiglio per decidere sulla destinazione di 37.000 metri cubi di cemento. Troppi alberghi antiquati: servono più servizi per attirare ospiti

Hotel, operazione anti-età

28/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Dopo tre rin­vii, la vari­ante tur­is­ti­ca è arriva­ta all’esame del con­siglio comu­nale. Il sin­da­co Davide Bendinel­li l’ha defini­ta «la più impor­tante real­iz­zazione del­la nos­tra ammin­is­trazione, una scelta coer­ente col pro­gram­ma elet­torale, uno stru­men­to nec­es­sario per riqual­i­fi­care l’offerta, ampli­are la sta­gion­al­ità, creare occu­pazione». L’opposizione, però, non ha risparmi­a­to le critiche: trentaset­temi­la nuovi metri cubi di nuo­vo cemen­to sono sta­ti giu­di­cati trop­pi dal capogrup­po del Tim­o­ne, Beni­amino Zer­mi­ni, e dall’ex sin­da­co Gior­gio Comenci­ni. E così pure sono state con­tes­tate alcune con­ces­sioni ritenute ecces­sive, in qualche caso fino al rad­doppio del­la vol­ume­tria attuale di alcu­ni alberghi. Sin qui le diverse posizioni. Nel­la sostan­za, nel­la redazione del­la vari­ante del piano rego­la­tore ded­i­ca­ta alla «zona tur­is­ti­co ricetti­va» sono state prese in con­sid­er­azione, come ha spie­ga­to il prog­et­tista, l’architetto Mau­r­izio Guar­i­en­to, le richi­este per­venute dai sin­goli alber­ga­tori. Dopo l’esame dei vari casi, sono sta­ti defin­i­ti gli inter­ven­ti real­iz­z­abili, final­iz­za­ti preva­len­te­mente a creare servizi e infra­strut­ture, e min­i­ma­mente ori­en­tati, invece, a con­cedere nuovi posti let­to. «È nec­es­sario riqual­i­fi­care il set­tore tur­is­ti­co», ha affer­ma­to il sin­da­co Bendinelli,«promuovendo la real­iz­zazione di inter­ven­ti di ampli­a­men­to sulle strut­ture esisten­ti, final­iz­za­ti prin­ci­pal­mente ad una mag­giore e più qual­i­fi­ca­ta dotazione di servizi, con lo scopo di incre­mentare e miglio­rare l’offerta di ricettiv­ità sul ter­ri­to­rio comu­nale». L’opposizione, come s’è det­to, ha con­tes­ta­to il peso degli ampli­a­men­ti: trentami­la metri cubi per gli alberghi, set­temi­la per l’extra-alberghiero. Edi­fi­cazioni che pre­sum­i­bil­mente ver­ran­no effet­ti­va­mente real­iz­zate, per­ché, come ha sot­to­lin­eato Zer­mi­ni, «chi si è pre­so la briga di rispon­dere alla pro­pos­ta del comune, è prob­a­bile che l’intervento lo farà, e in tem­pi ragionevol­mente bre­vi». Ma Bendinel­li ha dife­so le scelte del­la sua ammin­is­trazione: «Il novantac­inque per cen­to del­la nuo­va cubatu­ra», ha sostenu­to, «è des­ti­na­ta alla real­iz­zazione di servizi e non di posti let­to, e ques­ta non è spec­u­lazione. Chiedi­amo ai nos­tri alber­ga­tori di inve­stire qualche mil­iar­do di vec­chie lire sen­za ottenere nuovi posti let­to Vogliamo essere la Cener­en­to­la del lago, oppure offrire ai tur­isti quei servizi che oggi man­cano? In molti casi, i nos­tri sono alberghi costru­iti quarant’anni fa, e quin­di non più al pas­so con i tem­pi. Rischi­amo di andare fuori mer­ca­to». «Che ci sia la neces­sità di ampli­a­men­ti per adeguare le strut­ture non più in gra­do di dare risposte effi­caci al mer­ca­to tur­is­ti­co è paci­fi­co», ha tut­tavia rib­at­tuto Zer­mi­ni, «ma mi pare che ci siano alcune situ­azioni dif­fi­cil­mente gius­ti­fi­ca­bili dal pun­to di vista del­la riqual­i­fi­cazione: si trat­ta di inter­ven­ti che van­no ad ampli­fi­care la por­ta­ta eco­nom­i­ca del­la strut­tura». Ma qui è sta­to il prog­et­tista a difend­ere le scelte effet­tuate, soste­nen­do che sim­ili casi sono rifer­i­ti esclu­si­va­mente a pic­cole strut­ture, che neces­si­tano di più impor­tan­ti adegua­men­ti per con­sen­tirne un’effettiva sosteni­bil­ità economica.