La Regione Veneto si allinea al Trentino e alla Lombardia e trasferisce dal demanio alle amministrazioni locali il compito di regolamentare le sponde del lago. Ora anche le richieste per le boe di ormeggio dovranno essere inoltrate in municipio

I Comuni potranno gestire spiagge e litorali

Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Il Vene­to si allinea al Trenti­no e alla Lom­bar­dia. Il Con­siglio regionale ha approva­to nel tar­do pomerig­gio di mart­edì la del­e­ga ai Comu­ni riv­ieraschi garde­sani del­la ges­tione delle spi­agge lim­i­tata­mente al demanio lacuale. Il provved­i­men­to, uno dei 129 arti­coli del­la legge sul tur­is­mo in esame in questi giorni a Venezia, è il frut­to di un emen­da­men­to pro­pos­to dal­la Giun­ta di Palaz­zo Bal­bi al cor­poso testo uni­co che nel suo com­p­lesso dovrebbe essere approva­to dal­l’aula entro oggi. Nel­lo speci­fi­co si trat­ta dell’articolo 59 bis che definisce le com­pe­ten­ze ammin­is­tra­tive dei Comu­ni rel­a­tive alle con­ces­sioni delle sponde e spi­agge, super­fi­ci e per­ti­nen­ze del lago per final­ità tur­is­tiche e ricre­ative. «Siamo in prat­i­ca all’anno zero di una nor­ma che affi­da a chi dovrebbe avere una visione più chiara del­la situ­azione del pro­prio litorale, i Comu­ni appun­to, la ges­tione del demanio lacuale che insiste nel­la pro­pria area geografi­ca di com­pe­ten­za», affer­ma con orgoglio Mas­si­mo Gior­get­ti asses­sore regionale ai lavori pub­bli­ci che ha forte­mente volu­to l’inserimento di questo emen­da­men­to all’interno di una legge regionale rimas­ta nove mesi in com­mis­sione e por­ta­ta in aula scor­ta­ta da più di cen­to mod­i­fiche pre­sen­tate da tut­ti i par­ti­ti. «Con ques­ta nor­ma andi­amo incon­tro alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni. Anziché girare per gli uffi­ci di Verona e Venezia per sbri­gare le varie pratiche iner­en­ti a con­ces­sioni dema­niali o per richiedere nuove boe per ormeg­gio dei natan­ti si potran­no tran­quil­la­mente riv­ol­gere al pro­prio munici­pio. Una sem­pli­fi­cazione nelle pro­ce­dure non indif­fer­en­ti». Siamo di fronte all’applicazione del tan­to con­clam­a­to fed­er­al­is­mo? «In un cer­to sen­so direi di sì anche se non mi sem­bra il caso di abusare di un ter­mine oggi spes­so usato a spropos­i­to», rib­at­te con iro­nia l’esponente politi­co di Allean­za nazionale pron­to ad annun­cia­re a breve ter­mine un incon­tro con i sin­daci del­la Riv­iera degli Olivi per illus­trare il sen­so del­la rifor­ma e chiedere un piano di uti­liz­zo delle aree di com­pe­ten­za munic­i­pale. Toc­cherà poi alla Giun­ta regionale adottare, entro i sei mesi dall’entrata in vig­ore delle legge, gli ind­i­rizzi e le diret­tive per le fun­zioni ammin­is­tra­tive dei Comu­ni. La riscos­sione dei canoni derivan­ti dal­la ges­tione dei beni del demanio lacuale ver­ran­no introi­tati dal­la Regione che poi entro il 30 giug­no di ogni anno verserà una quo­ta, pari al cinquan­ta per cen­to, agli stes­si enti locali. Sol­di che saran­no uti­liz­za­ti per fron­teggia­re i lavori di manuten­zione delle spi­agge, delle per­ti­nen­ze del lago e rel­a­ti­va polizia idrauli­ca. Non rien­tra invece nelle com­pe­ten­ze dei Comu­ni la ges­tione dei por­ti. «No, questo è un altro paio di maniche», spie­ga Gior­get­ti. «I por­ti riman­gono in dotazione alla Regione men­tre l’assegnazione al suo inter­no dei posti bar­ca res­ta di stret­to appan­nag­gio del­l’Is­pet­tora­to di por­to». Non c’è dub­bio che la ges­tione diret­ta da parte dei Comu­ni del demanio extra­por­tuale (pon­tili, passerelle, darsene, ormeg­gi, boe e trat­ti di spi­ag­gia) con­sen­tirà d’individuare gli abusi e recu­per­are l’eva­sione. «Soprat­tut­to per quel­lo che riguar­da le boe fuo­ri­legge», sostiene l’assessore regionale ai lavori pub­bli­ci che non pone lim­i­ti al numero di con­ces­sioni gal­leg­gianti che potran­no delib­er­are i vari Comu­ni. «Ovvio sem­pre tenen­do con­to dei “canali” di da las­cia­re liberi per la cir­co­lazione dei mezzi nau­ti­ci e pre­via un piano pre­sen­ta­to a tem­po deb­ito alla Regione». Sul ver­sante occi­den­tale del Gar­da, in ter­ri­to­rio lom­bar­do, qua­si da un anno la ha pas­sato la ges­tione del demanio extra­por­tuale ai Comu­ni che han­no deciso in ques­ta pri­ma fase di rodag­gio di unir­si tra loro. In prat­i­ca una ges­tione asso­ci­a­ta tem­po­ranea che com­prende Sirmione, Desen­zano, Lona­to, Moni­ga, Padenghe, Maner­ba, San Felice, Salò, Gar­done Riv­iera, Toscolano Mader­no, Gargnano, Tig­nale, Tremo­sine e Limone.