L’esperto Herfried Schlude rivela quali errori rischiano di compromettere gli arrivi dalla Germania. I pericoli: urbanizzazione, perdita dell’identità dei luoghi e traffico

«I tedeschi? Ecco come si attirano»

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Di Luca Delpozzo
Marzia Sandri

Cos­ti­tu­isce cir­ca il 42% delle pre­sen­ze totali che ogni anno appro­dano sul . Il tur­ista tedesco è una ric­chez­za preziosa e fon­da­men­tale per il mer­ca­to locale, il cui suc­ces­so eco­nom­i­co è fonda­to su arrivi, sog­giorni e per­not­ta­men­ti di chi fa del lago la pro­pria meta per le vacanze. «Una ric­chez­za preziosa, ma non inesauri­bile e sicu­ra­mente a ris­chio». A par­lare è Her­fried Schlude, tedesco e fun­zionario del­la Com­mis­sione euro­pea di Brux­elles per il Tur­is­mo oltre che vice­con­sole del Tour­ing Club Ital­iano per la zona del­l’Al­to Gar­da, un esper­to di tur­is­mo d’oltralpe, che, sposato con una nos­tra con­nazionale, da sei anni ha sta­bil­i­to la sua res­i­den­za a Gar­done. «In questi anni ci si è ada­giati nel­la con­vinzione che, vic­i­nan­za tra il Gar­da e la Ger­ma­nia e favorevoli con­dizioni eco­nomiche basti­no a garan­tire la costante pre­sen­za dei tedeschi sulle nos­tre sponde — dichiara Schlude — ma non van­no sot­to­va­l­u­tati alcu­ni ele­men­ti che alla lun­ga com­pro­met­ter­an­no seri­amente questo sta­to di cose». Ecces­si­va urban­iz­zazione, perdi­ta del­l’i­den­tità dei luoghi, aumen­to di traf­fi­co ed inquina­men­to, in sostan­za, il per­du­rare del­l’at­tuale fre­n­e­sia che ha pre­so tan­ta parte delle ammin­is­trazioni dei comu­ni lacus­tri, sareb­bero i prin­ci­pali ele­men­ti in gra­do di met­tere seri­amente a ris­chio il tur­is­mo prove­niente dal­la Ger­ma­nia. Sec­on­do il vice­con­sole, infat­ti, il tedesco medio che fre­quen­ta le sponde garde­sane è attrat­to dal­la bellez­za dei luoghi, dal­la qual­ità di vita a misura d’uo­mo, dal­la pos­si­bil­ità di rilas­sar­si e lib­er­ar­si dal­lo stress che lo attanaglia per tut­to l’an­no. «I tur­isti d’oltralpe — con­tin­ua l’es­per­to — amano i pic­coli borghi liberi dal traf­fi­co, gli angoli sug­ges­tivi e silen­ziosi, la pos­si­bil­ità di spostar­si a pie­di da un cen­tro all’al­tro, l’in­can­to delle piazzette las­tri­cate in pietra». Toglier­gli tut­to questo, come si sta facen­do, sig­nifi­ca indur­lo a scegliere altri lidi e a cer­care altrove ciò che desidera per le sue ferie. «Da non sot­to­va­l­utare nep­pure l’aspet­to eco­nom­i­co — con­tin­ua Schlude — ormai è più cos­toso muover­si con la macchi­na che pren­dere un aereo che in pochissi­mo tem­po e a prezzi ormai acces­si­bili per tut­ti per­me­tte di rag­giun­gere local­ità asso­late, tran­quille e affasci­nan­ti del­la Spagna, del­la Gre­cia, del­la Turchia». «Se un tem­po i tedeschi veni­vano nel nos­tro paese in ricer­ca di diver­ti­men­to, con­fu­sione e abbron­zatu­ra — dice anco­ra l’es­per­to — oggi l’ef­fet­to «rim­iniz­zazione» è del tut­to con­tro­pro­du­cente». Questo spie­ga la fuga dal­la cos­ta adri­at­i­ca e, guar­da caso, il calo di pre­sen­ze sul Gar­da reg­is­tra­to ulti­ma­mente. Ma non bas­ta, al peri­co­lo rap­p­re­sen­ta­to dal­la cor­sa all’ur­ban­iz­zazione sel­vaggia ed ecces­si­va, si aggiunge anche il dan­no provo­ca­to da una man­ca­ta val­oriz­zazione delle vere ric­chezze del pos­to: i , la sto­ria, l’arte, la cul­tura di cui il Gar­da è ric­chissi­mo. «Il tur­ista tedesco è total­mente taglia­to fuori da tut­to ciò — spie­ga Schlude — nul­la viene fat­to per attrarre una fas­cia di pre­sen­ze più col­ta e con mag­giori disponi­bil­ità a spendere». Da qui il fat­to che la tipolo­gia di tedeschi che fre­quen­ta le nos­tre rive appar­tiene ad una fas­cia medio-bas­sa, con scarse pos­si­bil­ità eco­nomiche e inca­pace di apprez­zare il val­ore delle nos­tre ric­chezze. «Il tur­ista di questo tipo — con­clude Schlude — si fer­ma non più di una set­ti­mana e sarà facil­mente app­a­ga­to del poco che ha vis­to, tan­to da non avere più motivi per tornar­ci». Puntare sul­la cul­tura, sul pat­ri­mo­nio stori­co immen­so e inesauri­bile delle pagine che dal Neoliti­co ad oggi qui sono state scritte, guidare il tur­ista straniero alla conoscen­za dei vini, del­la cuci­na, del­la pro­duzione agri­co­la locale, las­cia­re intat­ti luoghi che lo ripor­tano a con­tat­to con se stes­so e con la natu­ra, questo il seg­re­to per fare del lago di Gar­da un luo­go d’eccezione insos­ti­tu­ibile e unico.

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