Fa discutere la circolare che interpreta in maniera inedita la legge: «I privati possono acquistare aree pubbliche». I sindaci scrivono a Tremonti: «Un rischio da scongiurare con ogni mezzo»

Il Demanio: «Spiagge in vendita»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

C’è il ris­chio che le spi­agge del lago vengano ven­dute dal Demanio ai pri­vati. E a prezzi irrisori! Il peri­co­lo è già sta­to recepi­to dal sin­daci del Gar­da e del lago di Idro, che han­no invi­a­to una let­tera a Giulio Tremon­ti, min­istro del­l’E­cono­mia e delle finanze, a Giu­liano Urbani, numero 1 dei Beni e delle attiv­ità cul­tur­ali, a Rober­to Formigo­ni, pres­i­dente del­la , all’asses­sore Mas­si­mo Cor­saro, a tut­ti i par­la­men­tari bres­ciani, alle Soprint­en­den­ze di Bres­cia, Verona e Tren­to, ecc. «I 17 sin­daci dei comu­ni rag­grup­pati nel­la ges­tione asso­ci­a­ta del demanio lacuale extra­por­tuale — dice Bernar­do Berar­dinel­li, asses­sore ai lavori pub­bli­ci del comune di Salò, e pres­i­dente del­la ges­tione asso­ci­a­ta, che si occu­pa del­la riscos­sione dei canoni e del rilas­cio delle nuove con­ces­sioni- han­no ril­e­va­to con pro­fon­da pre­oc­cu­pazione che la direzione gen­erale del­l’A­gen­zia del demanio di Roma, con una cir­co­lare, ha for­ni­to alle pro­prie fil­iali di zona, tra cui Verona e Bres­cia, alcune note inter­pre­ta­tive assurde. Di fat­to ha este­so la pos­si­bil­ità di alien­are le aree pub­bliche in asso­lu­to con­trasto con l’ar­ti­co­lo 5 bis del­la legge 1 agos­to 2003, numero 212». Ques­ta nor­ma prevede che le porzioni di aree apparte­nen­ti al Pat­ri­mo­nio del­lo Sta­to inter­es­sate dal­lo scon­fi­na­men­to di opere ese­gui­te entro il 31 dicem­bre 2002 su fon­di attigui pos­sano essere alien­ate dal­l’A­gen­zia del demanio. Se un pri­va­to, dopo avere ottenu­to una rego­lare con­ces­sione edilizia, si è insom­ma allarga­to, real­iz­zan­do un man­u­fat­to o fab­bri­ca­to di dif­fi­cile rimozione (una stan­za, un garage, un rimes­sag­gio, un muro, una ter­raz­za, una piattafor­ma) su una super­fi­cie pub­bli­ca, ha l’op­por­tu­nità di sis­temare l’ir­re­go­lar­ità. Se l’opera è sta­ta ese­gui­ta pri­ma del 1 set­tem­bre 1967, bas­ta addirit­tura pro­durre una dichiarazione sos­ti­tu­ti­va. «Ai fini del­la alien­abil­ità delle aree, dovrà essere ver­i­fi­ca­ta l’in­sus­sis­ten­za del vin­co­lo pae­sag­gis­ti­co-ambi­en­tale o di inter­esse stori­co, artis­ti­co e arche­o­logi­co appos­to dalle com­pe­ten­ti Soprint­en­den­ze», sot­to­lin­ea la cir­co­lare che, però, apre un var­co ril­e­vante. «Se il pri­va­to — sot­to­lin­ea subito dopo — ha real­iz­za­to legit­ti­ma­mente l’opera sul suo ter­reno, il rilas­cio del rel­a­ti­vo tito­lo edilizio estende l’ef­fi­ca­cia delle autor­iz­zazioni anche alla porzione di pro­pri­età statale, che potrà quin­di essere acquisi­ta. I beni van­no taci­ta­mente con­siderati sde­ma­nial­iz­za­ti, sen­za neces­sità di appos­i­to provved­i­men­to o di ulte­ri­ori pareri. In caso di scon­fi­na­men­to, oltre alle aree inter­es­sate, è pos­si­bile acquistare una super­fi­cie di per­ti­nen­za entro i tre metri dal con­fine». Per eseguire l’op­er­azione sono sta­ti creati un numero verde (800800023) e un ind­i­riz­zo di pos­ta elet­tron­i­ca (sconfinamenti@agenziademanio.it). «Le aree dema­niali del e di quel­lo di Idro — rib­adis­cono i sin­daci — sono vocate a sod­dis­fare bisog­ni col­let­tivi. La pecu­liar­ità di fruirne da parte di tut­ti è molto impor­tante: va dife­sa e sal­va­guar­da­ta con ogni mez­zo pos­si­bile». E anco­ra: «La ven­di­ta delle spi­agge, sen­za l’ac­qui­sizione di alcun parere delle ammin­is­trazioni locali e sen­za alcu­na pos­si­bil­ità di prelazione a favore dei comu­ni, pre­clude per sem­pre la pos­si­bil­ità di un uti­liz­zo pub­bli­co. Risul­ta infine pre­oc­cu­pante anche la definizione dei val­ori di acquis­to, deter­mi­nati in cir­ca 30 euro al metro quadro, rispet­to al val­ore medio di mer­ca­to assai più ele­va­to». Da qui la protes­ta dei sindaci.

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