Parlare oggi di sanità significa entrare in un acceso dibattito che troppo spesso viene alimentato da notizie

Il direttore generale dell’AO di Desenzano Angelo Foschini “difende”

Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Par­lare oggi di san­ità sig­nifi­ca entrare in un acce­so dibat­ti­to che trop­po spes­so viene ali­men­ta­to da notizie – riprese rego­lar­mente con evi­den­za dai mezzi d’informazione – che offrono spazio soprat­tut­to a val­u­tazioni neg­a­tive o, peg­gio, ad affer­mazioni che non si col­legano ad alcun fat­to con­cre­to né ven­gono “lette” nell’ambito di una cor­ret­ta anal­isi dell’attività ges­tionale. Sen­za entrare nel mer­i­to di speci­fi­ci fat­ti di cronaca, è comunque il caso, ad esem­pio, di quan­to sta acca­den­do intorno al nuo­vo Piano San­i­tario del­la . Non viene mes­so, infat­ti, nel dovu­to risalto quan­to i costi pro capite lom­bar­di siano net­ta­mente infe­ri­ori a quel­li di molte altre regioni, nonos­tante i trasfer­i­men­ti dal­lo Sta­to, almeno sino a poco tem­po fa, siano sta­ti minori; né si riconosce il suc­ces­so del­la stes­sa azione san­i­taria regionale, tesa a creare un min­i­mo di dialet­ti­ca fra chi acquista e chi pro­duce san­ità. Fra chi pro­duce, l’Ente regionale ha cer­ca­to e cer­ca poi di met­tere su un piano di par­ità le strut­ture san­i­tarie gestite dal sogget­to pub­bli­co e dai pri­vati, dal momen­to che l’insieme cos­ti­tu­isce un uni­co servizio pub­bli­co, quan­tunque gesti­to da sogget­ti diver­si. A questo propos­i­to affer­ma il diret­tore gen­erale dell’Azienda Ospedaliera di Desen­zano, dot­tor Ange­lo Fos­chi­ni: “Nell’esclusivo inter­esse dell’utente, la Lom­bar­dia ha così reso tut­ti gli ospedali vere e pro­prie aziende, remu­ner­ate in fun­zione di ciò che esse pro­ducono ed ha attribuito alle Asl provin­ciali il com­pi­to di definire i bisog­ni, di acquistare le prestazioni, di con­trol­larne la qual­ità e pagar­le”. “Ora – pros­egue Fos­chi­ni — si tende ad affer­mare che azien­dal­iz­zazione sig­nifi­ca can­cel­lazione del rap­por­to umano, dis­truzione dei val­ori più pro­fon­di dell’uomo; a sostenere che tut­to in sostan­za viene val­u­ta­to in ter­mi­ni sola­mente eco­nomi­ci, che il mala­to è trat­ta­to come una mer­ce. Quale diret­tore gen­erale dell’Azienda di Desen­zano, mi per­me­t­to di dire che azien­dal­iz­zazione sig­nifi­ca una cosa tut­ta dif­fer­ente e cioè che di fronte ad una spe­sa san­i­taria in con­tin­ua asce­sa — per l’invecchiamento del­la popo­lazione, per il miglio­ra­men­to delle cure, per le nuove tec­nolo­gie appli­cate, per le nuove patolo­gie pre­sen­ti — vi è la neces­sità del migliore uti­liz­zo delle risorse, per­ché le risorse disponi­bili devono essere in gra­do di rag­giun­gere effi­cace­mente il mag­gior numero di cit­ta­di­ni bisog­nosi sen­za inutili sperperi”.Aziendalizzazione sig­nifi­ca, dunque, la ricer­ca del­la qual­ità, del miglio­ra­men­to delle prestazioni. “E’ quel­lo che sti­amo facen­do nei sei ospedali dell’Azienda. E ques­ta nos­tra azione per miglio­rare i servizi è sta­ta ben per­cepi­ta dall’utenza come tes­ti­mo­nia il mon­i­tor­ag­gio con l’ di Verona che sti­amo costan­te­mente attuan­do. Basti dire che la media di gradi­men­to del­la qual­ità delle cure, espres­sa dai pazi­en­ti, oscil­la, a sec­on­da dei repar­ti, fra i 7 e i 9 dec­i­mi. I cit­ta­di­ni dimostra­no di apprez­zare e di com­pren­dere quan­to si sta facendo”.